Il culto di San Nicola da Bari a Tokyo candidato a patrimonio culturale immateriale Unesco

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Immagine: Gazzetta del Mezzogiorno
Il Comune di Bari ha avviato il percorso per la candidatura del culto di San Nicola come patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. Il sindaco Vito Leccese ha annunciato l’inizio della stesura del dossier, evidenziando come la devozione al santo attraversi diverse nazioni, lingue e tradizioni, vivendo nei riti, nelle feste e nei pellegrinaggi che coinvolgono comunità da secoli. Il prossimo passo sarà la costituzione di un Comitato promotore composto da enti locali, religiosi, culturali e accademici. San Nicola è venerato in tutto il mondo, con circa settemila chiese a lui dedicate in città come Tokyo, New York, Mosca, Kiev, Londra e molte altre. La sua figura rappresenta un ponte tra Oriente e Occidente, un simbolo di ecumenismo e pace, capace di unire diverse culture e religioni. La candidatura mira a riconoscere ufficialmente questo valore universale, rafforzando la rete internazionale delle comunità legate al culto nicolaiano. La storia del culto è profondamente legata alla città di Bari, dove sono conservate le reliquie del santo, arrivate nel 1087 da Myra, nell’attuale Turchia. Questo evento ha segnato un’importante svolta storica e culturale per la regione e il Mediterraneo. Negli ultimi anni sono state anche realizzate iniziative simboliche, come un viaggio in barca da Bari a Myra, per celebrare e riscoprire le radici del culto e il suo significato di unione oltre i confini geografici e religiosi.

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