«Bancarelle abusive e degrado». Il bazar di piazza Umberto. La denuncia dei residenti: commercio illegale e spaccio
Ogni giovedì la scena si ripete: scarpe, vestiti, oggetti di vario genere sistemati a terra o sulle siepi basse delle aiuole di piazza Umberto. Persone che si fermano a rovistare dentro a borsoni voluminosi e parte la vendita improvvisata che, secondo le segnalazioni dei residenti, torna con puntualità ogni settimana. «Ogni settimana viene organizzato il mercatino abusivo - racconta Lorenzo Scarcelli, presidente del Comitato di piazza Umberto -. Ieri ho chiamato i vigili, sono intervenuti, ma appena sono andati via, gli ambulanti si sono sistemati di nuovo nella zona compresa tra i bagni pubblici e il giornalaio». Una situazione che, aggiunge, «alimenta le telefonate e le proteste dei residenti, esasperati da una presenza che considerano ormai abituale». Ma il mercatino abusivo è soltanto una parte dei problemi che da anni interessano piazza Umberto. Scarcelli è tornato sulla questione della sicurezza e dello spaccio, un fenomeno che il Comitato considera tutt’altro che superato nonostante i controlli e i servizi di alto impatto della polizia che solo martedì scorso hanno permesso di controllare e identificare 120 persone: 108 stranieri, 73 con precedenti di polizia e in cinque casi è stato necessario l’accompagnamento di alcuni di loro in Questura per l’identificazione, le perquisizioni e il sequestro di sostanze stupefacenti. A ogni modo, Scarcelli tiene a separare i due piani: da una parte ci sono i controlli sul commercio abusivo, che competono alla Polizia locale, dall’altra il contrasto alle attività criminali chiama in causa le forze dell’ordine. Secondo il presidente del Comitato, il punto non è soltanto aumentare la presenza in piazza di agenti o di militari, ma trovare una modalità di controllo efficace. «Non serve un presidio fisso - spiega -. Quando metti una pattuglia al centro della piazza, chi delinque si sposta più lontano. Serve un presidio mobile, personale che cammini di continuo e che controlli la piazza». Scarcelli allo stesso tempo riconosce l’importanza delle iniziative che, da un anno a questa parte, hanno puntato a riportare persone e attività nell’area per iniziativa dell’amministrazione comunale. Le casette del mercatino autorizzato, i tavolini dei locali, stanno contribuendo a rendere piazza Umberto più vissuta e quindi meno esposta al degrado. Il problema, però, resta nelle parti della piazza meno frequentate. «La piazza è grande. Se tu stai in un posto, dall’altra parte si continua a delinquere». Per questo, secondo il Comitato, la riqualificazione e le iniziative commerciali devono essere accompagnate da un controllo costante del territorio. La questione della sicurezza era già finita al centro dell’attenzione delle istituzioni con l’introduzione delle cosiddette zone rosse. Piazza Umberto fu infatti inserita tra le aree sottoposte a vigilanza rafforzata dall’allora prefetto di Bari Francesco Russo, insieme ad altre zone della città. Un provvedimento inserito nel quadro delle misure adottate per contrastare episodi di violenza e risse tra migranti. Scarcelli però invita a non trasformare il problema dello spaccio in una questione legata alla nazionalità delle persone che frequentano la piazza. Il punto, secondo il Comitato, è individuare chi alimenta il mercato della droga.
Cosa ne dicono le altre testate
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25 settembre 2026, 06:06Leggi notizia