Bari, il Comune condannato per i suoli di Punta Perotti: «Ma il parco non dovrà essere rimosso»
La «trasformazione morfologica» dei suoli di Punta Perotti ha causato alla Iema (oggi in liquidazione), una delle imprese proprietarie dei terreni, un danno quantificato dal Tribunale di Bari in 816.477 euro (più interessi), somma che il Comune è stato condannato a pagare a titolo di risarcimento del danno. Praticamente meno di un decimo rispetto ai 10 milioni di euro richiesti. Quanto al possesso dei suoli, il Comune «aveva fatto una regolare offerta di consegna a cui era seguito un illegittimo e pretestuoso rifiuto della Iema che aveva così impedito il fruttuoso recupero del godimento dei suoli», scrivono i giudici che individuano nella revoca della confisca (2010) il momento in cui, la società avrebbe riacquisito in automatico proprietà e possesso. Sono i passaggi principali della sentenza con la quale la terza sezione civile del Tribunale di Bari ha aggiunto un altro tassello sulla infinita e complicata vicenda giudiziaria. Iema, più nel dettaglio, assistita dall’avvocato Francesco Biga, lamentava i danni per il mancato godimento dei suoli (sia quelli sui quali si sarebbe dovuto costruire, sia quelli ceduti gratuitamente al Comune nell’ambito della lottizzazione per le opere di urbanizzazione) a partire dal 15 novembre 2010, giorno in cui venne revocata la confisca bollata come «arbitraria» dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo. La società rivendicava il possesso di quei terreni che il Comune - era la tesi - non ha mai riconsegnato a norma del codice civile e che, pertanto, sarebbero occupati ancora oggi abusivamente, a distanza di oltre dieci anni. Su quei terreni, ricordiamo, l’Amministrazione comunale aveva installato il cosiddetto Parco della Legalità inaugurato nel marzo 2008. Il problema è che, caduta la confisca, quei suoli di fronte alla spiaggia di Pane e Pomodoro non più di proprietà del Comune, non sarebbero mai stati poi ufficialmente riconsegnati al legittimo proprietario. CONTINUA A LEGGERE SULLA DIGITAL EDITION OPPURE SULLA COPIA CARTACEA
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25 settembre 2026, 06:00Leggi notizia