Fine vita, il Governo impugna la legge Emilia-Romagna per violazione competenze statali

Altre notizie di Giustizia »
Immagine: Resto del Carlino Bologna
Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge approvata dalla Regione Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito, ritenendo che essa violi alcune competenze esclusive dello Stato. La normativa regionale, che definisce le modalità organizzative per l'attuazione delle sentenze della Corte costituzionale in materia di fine vita, sarebbe in contrasto con diversi articoli della Costituzione riguardanti l'ordinamento civile, penale e la tutela della salute. Il Governo ha sottolineato che la legge regionale delega alle linee guida regionali la definizione di requisiti che dovrebbero invece essere regolati a livello statale, eludendo così i vincoli stabiliti dalla Consulta. Inoltre, è stato evidenziato che la normativa non garantisce in modo adeguato un percorso personalizzato di cure palliative e altri sistemi di supporto per evitare il ricorso al suicidio, nonostante gli ingenti stanziamenti statali destinati a questo settore. La legge era stata approvata il 23 luglio 2026 dall'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, diventando la terza regione italiana, dopo Toscana e Sardegna, a dotarsi di una normativa sul suicidio medicalmente assistito. La proposta, sostenuta da Avs, Pd, Civici e Movimento 5 Stelle, mira a regolamentare l'accesso a questa pratica per pazienti con malattie irreversibili e sofferenze intollerabili, garantendo tempi e procedure compatibili con le condizioni dei richiedenti. Il provvedimento aveva suscitato un acceso dibattito politico, con posizioni contrastanti tra le forze di maggioranza e opposizione.

Cosa ne dicono le altre testate

Tag: Toscana, governo, Emilia-Romagna, Avs, Sardegna, Corte costituzionale, suicidio medicalmente assistito