Magazzinieri, si accende la protesta. Tensione con la polizia al picchetto

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
Bloccato il turno di spedizioni all’Ups di Lippo. Ieri mattina i magazzinieri allontanati dal magazzino Ups Somaglia di Lodi – che stanno lottando per il loro diritto di lavorare secondo contratto – hanno organizzato un picchetto davanti all’ingresso del deposito. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del reparto ‘Celere’ (in tenuta anti sommossa, schierati e pronti a intervenire in caso di disordini) e i carabinieri della locale stazione. Ma la protesta non ha registrato scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Tema del contendere è il non rinnovo del contratto a una parte di lavoratori di Somaglia che lavorano nel magazzino di Lodi. E per protesta è stato scelto il magazzino di Calderara per organizzare la manifestazione. "C’è un cambio nelle aziende che gestiscono l’appalto – spiegano Andrea Tagliaferri e Mario Avila, delegati Si Cobas – e una settantina di lavoratori, iscritti al nostro sindacato, sono stati esclusi dal magazzino di Somaglia, dove sono impiegati circa 200 lavoratori, e rimpiazzati con altro personale interinale. Allora abbiamo deciso di organizzare una protesta qui a Bologna perché si tratta di un deposito che movimenta grande quantità di merci". In buona sostanza, la protesta in corso, guidata dal Si Cobas è scoppiata a causa dell’allontanamento dei lavoratori iscritti al sindacato di base all’interno della nuova società subentrante nella gestione del magazzino. Si Cobas accusa esplicitamente la nuova gestione e la committenza di attuare una "epurazione" mirata. Secondo i rappresentanti si è di fronte a una ritorsione legata all’attività sindacale e alle passate lotte per il miglioramento dei turni e dei salari all’interno dell’hub logistico. "Il meccanismo del cambio appalto – proseguono i delegati sindacali – come accade spesso nella logistica, e il subentro di una nuova ditta fornitrice viene utilizzato per azzerare i diritti acquisiti o per ’selezionare’ il personale eliminando i profili considerati più conflittuali. I lavoratori rimasti esclusi si trovano improvvisamente senza ammortizzatori sociali e senza la garanzia della continuità occupazionale". La protesta ha lo scopo di portare le aziende coinvolte (la società uscente, quella subentrante e la stessa Ups) a sedersi a un tavolo negoziale. "L’obiettivo immediato – aggiungono Tagliaferri e Avila – è il reintegro totale di tutti i lavoratori e il riconoscimento delle tutele previste dal contratto collettivo nazionale della logistica in caso di cambio appalto". Pier Luigi Trombetta

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