Tassa di soggiorno. Li Calzi: "L’aumento a 10 euro non ci sarà. Ma non vogliamo tagli"

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
Roberta Li Calzi, assessora al Bilancio: dopo l’annuncio del sindaco Lepore, ora il Comune insisterà per portare la tassa di soggiorno a 10 euro? "No, per il momento non proponiamo un aumento, anche perché non è possibile...". Si spieghi meglio. "Come sappiamo, la normativa ha consentito una proroga anche per il 2026 del tetto massimo a 7 euro introdotto lo scorso anno, in occasione del Giubileo. Peraltro il Governo ha stabilito un prelievo del 30% rispetto all’incremento annuale che registrano le entrate". Cosa chiede Palazzo d’Accursio al Governo, quindi? "Ad oggi il Comune chiede di rimanere dove siamo e di non tornare indietro, soprattutto di fronte all’aumento delle spese: 7 euro è un valore che consente un quadro adeguato rispetto alla crescita turistica. E chiediamo che tutto il gettito rimanga ai Comuni, perché è un’entrata che spetta loro e deve restare sul territorio". C’è chi non ha apprezzato il paragone con Firenze. "Si è trattato soltanto di un esempio. Penso che il sindaco volesse semplicemente descrivere che c’è una forte differenza nelle modalità con cui l’imposta viene applicata nelle diverse città. Per Bologna il tema resta quello di avere risorse adeguate ai nostri flussi, quindi se oggi si cominciasse a parlare di un taglio, significherebbe mettere in difficoltà il Comune. Non vogliamo una competizione con Firenze". Ma l’indotto resta davvero sul territorio e viene reinvestito sulla città? Secondo le associazioni di categoria non è così. "Vorrei spostare un po’ il baricentro della discussione, da un ragionamento esclusivo al comparto turistico a un collegamento al Bilancio come tenuta dei conti". Prego. "L’imposta di soggiorno ci consente di sostenere i costi di una città turistica che cresce: i numeri vanno su, lo vediamo anche ora mentre prepariamo il prossimo bilancio di previsione triennale. Il compito del Comune è in primis mantenere in ordine i conti e non ridurre i servizi. La crescita del turismo mette a disposizione risorse da reinvestire". In che modo? "Nell’ultimo triennio è aumentato il costo del personale e quello dei servizi, senza parlare delle utenze, passate da 25 a 32 milioni in cinque anni. Di fronte a tutto questo il Comune ha dovuto far fronte alla cosiddetta spending review del Governo: abbiamo scelto di proteggere i cittadini. Non vogliamo scaricare i costi sulla comunità e il progetto del sindaco ‘Bologna ti sostiene’ va proprio in questa direzione". La Giunta ha scelto anche di bloccare l’aumento della Tari ricorrendo a 10 milioni in arrivo dalla tassa di soggiorno. "Questa operazione è possibile per consente di rafforzare la pulizia dello spazio pubblico e il decoro urbano. Abbiamo scelto di usare una parte importante delle entrate dell’imposta per evitare di scaricare l’aumento sui bolognesi. Gli esercenti e gli albergatori giustamente chiedono una città più pulita e una maggiore attenzione. Una Bologna bella e curata è un primo investimento sul turismo. Nel 2025 i numeri parlano di 23,5 milioni con poco meno di 5 milioni di pernottamenti, quindi c’è un incremento del 7% sul 2024. Il turismo è una grande risorsa economica in chiave positiva e spesso si sente parlare di overtourism, ma non è così: vogliamo mantenere la città attrattiva, trovando un equilibrio".

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