Bari, sequestrate altre due sale giochi e i proventi di un ristorante legati alla famiglia Snidar

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Immagine: Gazzetta del Mezzogiorno
A Bari sono state sequestrate altre due sale giochi e i proventi di un ristorante riconducibili alla famiglia Snidar, nell'ambito di un'inchiesta sulle videolottery. L'operazione è stata condotta dal Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata (Gico) della Guardia di Finanza, su richiesta dei pubblici ministeri Lanfranco Marazia e Marco D'Agostino. Il provvedimento riguarda quattro persone accusate di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e peculato, aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, partite dopo l'arresto di 23 persone il 13 luglio, hanno rivelato che la famiglia Snidar gestiva ulteriori strutture societarie acquisite successivamente alla prima richiesta di misure cautelari. Tra queste vi sono due sale videoslot e un'attività di ristorazione, i cui incassi sarebbero stati utilizzati per mantenere risorse finanziarie riconducibili al patrimonio già sotto sequestro. Tra gli arrestati figurano Alessandro Snidar, detto "Snooker", la moglie Debora Passaquindici e i fratelli Antonio e Massimiliano Snidar. La famiglia è ritenuta affiliata al clan Diomede-Mercante e accusata di aver favorito il riciclaggio di proventi illeciti della mafia locale, ottenendo in cambio il permesso di aprire e gestire i locali.

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Tag: Bari, famiglia Snidar, Lanfranco Marazia, Marco D'Agostino, clan Diomede-Mercante, Alessandro Snidar