Riccardo Bossi, figlio di Umberto Bossi, arrestato per cumulo di pene tra truffe e appropriazioni indebite
Riccardo Bossi, figlio primogenito di Umberto Bossi, fondatore della Lega, è stato arrestato nella sua abitazione di Busto Arsizio (Varese) per scontare un cumulo di pene pari a 5 anni e 9 mesi. Le condanne riguardano reati commessi tra il 2011 e il 2020, tra cui appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. La decisione è stata resa definitiva dalla Cassazione nel giugno 2026. Restano fuori dal cumulo le condanne per maltrattamenti nei confronti della madre.
Nato nel 1979, Riccardo Bossi ha avuto un ruolo marginale in politica, lavorando come assistente di un eurodeputato leghista, mentre la sua passione principale è stata l'automobilismo. Negli ultimi anni il suo nome è stato spesso associato a vicende giudiziarie, tra cui lo scandalo sui fondi della Lega Nord del 2012, che lo ha visto condannato per appropriazione indebita aggravata. Altre condanne riguardano truffe e mancati pagamenti di beni e servizi.
Per quanto riguarda il patrimonio, non essendo mai stato parlamentare o amministratore pubblico, non ha obblighi di dichiarazione dei redditi. Dalle informazioni emerse nei processi, risulta che abbia percepito il reddito di cittadinanza e che abbia avuto difficoltà economiche, con debiti per acquisti non saldati e una provvisionale da versare all’Inps. Alla morte del padre, il patrimonio immobiliare stimato è stato suddiviso secondo la successione legittima tra la moglie di Umberto Bossi e i figli, incluso Riccardo.
Cosa ne dicono le altre testate
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