Piano salute mentale Umbria, Terzo settore propone più risorse, collaborazione e inclusione lavorativa
Gli enti del Terzo settore hanno presentato tre proposte per migliorare il nuovo Piano di azione regionale per la salute mentale in Umbria, durante gli incontri organizzati dalla Regione. Le proposte riguardano l’aumento delle risorse destinate ai servizi, il rafforzamento del ruolo delle organizzazioni sociali e l’ampliamento delle opportunità di lavoro per le persone con problemi di salute mentale.
Il Piano, preadottato il 30 giugno, mira a riorganizzare la rete dei servizi per la salute mentale, settore che negli ultimi anni ha subito un progressivo indebolimento. La prima proposta chiede di fissare l’obiettivo di destinare il 5% della spesa sanitaria regionale alla salute mentale entro tre anni, rispetto all’attuale 2,63% a livello nazionale. La seconda riguarda l’applicazione concreta della collaborazione tra Aziende Usl e Terzo settore attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione.
Infine, la terza proposta punta a favorire l’inclusione lavorativa delle persone con problemi di salute mentale, attualmente occupate in meno del 15% dei casi. Gli enti suggeriscono politiche coordinate tra servizi sanitari, sociali e del lavoro, utilizzando strumenti come i Servizi di accompagnamento al lavoro, le convenzioni previste dalla legge Biagi e la legge regionale 2/2024 che consente di riservare gare pubbliche a imprese che favoriscono l’occupazione di persone svantaggiate.
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24 settembre 2026, 13:42Leggi notizia
Tag: Umbria, Terzo settore, Aziende Usl, legge Biagi, legge regionale 2/2024