Parla la provveditrice: "In Versilia molto sotto la soglia del 30%"

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Immagine: La Nazione Firenze
Tetto agli studenti stranieri, parla la provveditrice Marta Castagna: "In Versilia i numeri sono sotto la soglia e non ci sono studentesse che indossano burqa e niqab". Il dibattito nazionale sul disegno di legge che intende introdurre un tetto massimo alla presenza di studenti stranieri nelle classi italiane, accende il confronto nel mondo della scuola. A fare il punto, con l’equilibrio e la cautela che la materia richiede, è Marta Castagna, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. Tra le norme in discussione e le dinamiche delle aule cittadine, il Provveditorato osserva l’evoluzione legislativa mantenendo il focus sulla gestione della didattica e dell’inclusione linguistica. Di fronte alle ipotesi di riforma e alle possibili ripercussioni sulla rete scolastica locale, la posizione della dirigenza è di stretta aderenza ai passaggi istituzionali: "Finché non avrò tra le mani il decreto legge non posso dare risposte". Un atteggiamento di rigorosa attesa, motivato dalla necessità di conoscere il testo definitivo prima di valutare interventi o riorganizzazioni della mappa scolastica. Il tema solleva comunque interrogativi complessi, in particolare su come il Provveditorato intenda gestire i casi di eventuali plessi situati in quartieri ad alta densità abitativa straniera. Su questo fronte, la Provveditrice fornisce un quadro statistico rassicurante e lontano dalle situazioni di criticità segnalate in altre realtà metropolitane: "In Versilia e più in generale in tutta la provincia di Lucca, non ci sono numeri elevati di stranieri nelle scuole". I dati a disposizione dell’Ufficio Scolastico Provinciale descrivono una realtà omogenea e priva di picchi di concentrazione problematici. "Non abbiamo, ad oggi, classi che superino il 20 per cento degli alunni stranieri, quindi non arriviamo neppure a sfiorare la soglia del tetto massimo del 30 per cento". Un elemento che mette al riparo gli istituti del territorio da stravolgimenti immediati o dalla necessità di smistare gli studenti tra contesti scolastici differenti. Al di là dei tetti numerici e delle percentuali, la vera sfida per le scuole del territorio resta quella dell’inclusione linguistica e sociale. Su questo punto la risposta del Provveditorato evidenzia la continuità delle misure già avviate negli ultimi anni scolastici per supportare i docenti sul campo. "L’anno scorso, per le classi prime con almeno il 20% degli alunni stranieri senza padronanza linguistica – ricorda la dirigente Castagna - è stato concesso un organico aggiuntivo di A023, italiano per alloglotti. L’impiego della classe di concorso A023 rappresenta uno strumento fondamentale per fornire un insegnamento specialistico della lingua italiana come seconda lingua, affiancando i docenti curricolari e permettendo di strutturare percorsi di recupero mirati e tempestivi". E. P.

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