Impresa acquisita per un euro e svuotata, sequestri per 5,6 milioni nell’inchiesta di Bergamo

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Immagine: Eco di Bergamo
L’indagine, avviata alla fine del 2023 su istanza di alcuni creditori, riguarda la liquidazione giudiziale di una società operante nella fabbricazione di strutture metalliche, acquisita dagli indagati tramite un contratto di earn out per un corrispettivo simbolico di un euro. Le risorse dell’impresa sono state progressivamente sottratte, aggravandone la crisi nonostante circa 40 dipendenti. Sono stati sequestrati beni e disponibilità finanziarie per oltre 5,6 milioni di euro, inclusi due contratti di leasing per altrettante Ferrari Roma, non necessarie all’attività aziendale e rinvenute nei garage degli indagati. Il sistema illecito prevedeva la fatturazione di consulenze e servizi, anche mediante fatture false e contratti privi di reale giustificazione economica, con trasferimenti di liquidità per circa un milione di euro a una società riconducibile agli indagati, da cui poi i fondi venivano spostati su conti personali. Il prestanome della società, residente a Bergamo, aveva tentato di dimettersi nel settembre 2023 a causa di minacce ricevute dagli indagati, ma poi ha ritirato le dimissioni senza denunciare. L’attività illecita si sarebbe ripetuta in modo seriale su altre quattro società, tra cui una realtà industriale con circa 200 dipendenti, sottraendo risorse per oltre 1,5 milioni di euro. Nel febbraio 2025, i due indagati avevano ottenuto finanziamenti per 3,3 milioni di euro garantiti per il 70% da SACE, destinati a investimenti produttivi, ma 2,2 milioni sono stati impiegati per scopi estranei, compromettendo gli obiettivi previsti. La gestione delle società coinvolte è stata sottratta agli indagati e affidata a un amministratore giudiziario per garantire la continuità aziendale e la tutela dei lavoratori.

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