Per il terzo anno consecutivo le aree del
Monte Bonifato, in particolare nella
Riserva Naturale Bosco d'Alcamo, presidiate dalla
guardianìa popolare antincendio non hanno subito incendi. L'attività di sorveglianza, svolta da 35 volontari con turni organizzati nelle giornate a maggior rischio, ha coperto anche altre zone della provincia di
Trapani, tra cui
San Vito Lo Capo,
Castellammare,
Fraginesi e Trapani-Erice. I volontari, riconoscibili da giubbotti catarifrangenti, monitorano i punti sensibili e segnalano tempestivamente eventuali focolai agli enti competenti.
Nonostante alcune criticità e tentativi di innesco registrati in aree come Castellammare e Fraginesi, nelle zone direttamente presidiate non si sono verificati incendi. I volontari ritengono che la loro presenza abbia avuto un effetto deterrente, pur precisando che non si può stabilire un nesso causale diretto tra il presidio e l'assenza di roghi. L'attività di guardianìa, nata nel 2024 a seguito di mobilitazioni contro gli incendi, continua a essere portata avanti ogni estate e si è progressivamente ampliata.
Un tema centrale riguarda la disponibilità di spazi per l'organizzazione dei turni, in particolare la vicenda della Funtanazza, simbolo della mobilitazione sul Monte Bonifato. I volontari lamentano la mancanza di un luogo stabile per le attività, nonostante le interlocuzioni con il Libero Consorzio di Trapani, proprietario della struttura, e la raccolta di firme per evitarne la vendita a privati. È in corso un confronto per un possibile utilizzo della Funtanazza come centro per la protezione ambientale e base operativa della guardianìa.
I volontari chiedono inoltre un coordinamento più stabile con le istituzioni, sottolineando che il loro impegno non può sostituire il
lavoro pubblico nella prevenzione degli incendi. L'attività di sorveglianza proseguirà anche in autunno, mentre resta alta l'attenzione sulla vulnerabilità di altre aree non presidiate, come dimostrato dall'incendio di Calatubo.