Sicilia, un piano contro obesità e malnutrizione: la proposta di Pellegrino e Vitrano
La prevenzione comincia molto prima di un ricovero. Eppure l’alimentazione entra spesso nel percorso di cura solo quando una malattia è già comparsa o un paziente ha perso peso e forze. È su questo ritardo che interviene la risoluzione presentata alla VI Commissione Sanità dell’Ars da Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia e componente della Commissione, e da Gaspare Vitrano. La richiesta è di dare alla prevenzione nutrizionale un posto stabile nella sanità siciliana. I numeri della SiciliaIl comunicato che accompagna la proposta parla del 44% di adulti siciliani in sovrappeso o con obesità. È un dato riferito alla sorveglianza PASSI 2022-2023. Il rapporto 2023-2024, più recente, indica il 46% tra i 18 e i 69 anni: il 35% è in sovrappeso e l’11% presenta obesità. Per l’ASP di Trapani la quota riportata è del 49%.Tra i bambini di 8-9 anni, l’indagine OKkio alla SALUTE 2023 rileva in Sicilia un 33,9% di eccesso ponderale, contro il 29% nazionale. Sono popolazioni e rilevazioni diverse, ma descrivono un problema che attraversa le età.Quei numeri parlano di salute, non soltanto di peso. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, un’alimentazione poco equilibrata aumenta il rischio di malattie croniche, tra cui diabete, patologie cardiovascolari, ictus e alcuni tumori. L’Istituto superiore di sanità segnala inoltre che sovrappeso e obesità accrescono il rischio di ipertensione e osteoartrosi.Le abitudini alimentari sono una parte del quadro, insieme ad altri fattori come l’attività fisica: il peso, da solo, non racconta lo stato di salute di una persona. Nella sorveglianza siciliana PASSI, solo il 9% dei 18-69enni dichiara di consumare le cinque porzioni giornaliere raccomandate di frutta e verdura. Il rischio che la bilancia non mostraC’è anche la malnutrizione per difetto: può riguardare chi, durante una malattia, non riesce ad assumere energia e nutrienti sufficienti. Riconoscerla precocemente è particolarmente importante in ospedale.Le ricerche scientifiche associano la malnutrizione nei pazienti ricoverati a un maggior numero di complicanze e a degenze più lunghe; una revisione di studi clinici ha rilevato che interventi nutrizionali mirati possono ridurre la mortalità nei pazienti malnutriti o a rischio.Il «fino al 30% dei ricoverati» citato nella risoluzione non va però presentato come una misurazione degli ospedali siciliani: per stabilire quanti pazienti siano coinvolti nell’Isola servono dati regionali. Cosa chiede la risoluzionePellegrino e Vitrano chiedono al governo regionale e all’assessore alla Salute un Piano per la prevenzione nutrizionale. La proposta comprende educazione alimentare, promozione della Dieta Mediterranea, screening del rischio nutrizionale all’ingresso in ospedale e servizi di Nutrizione Clinica multidisciplinari.Prevede inoltre percorsi tra ospedale e territorio, con particolare attenzione ai bambini, ai pazienti oncologici e agli anziani. Per i firmatari, il biologo nutrizionista deve entrare stabilmente nelle équipe sanitarie.Pellegrino sostiene che lo screening all’ingresso in ospedale costerebbe «2-3 euro per paziente» e richiama una spesa sanitaria evitabile di oltre 1,6 miliardi di euro l’anno. Sono cifre riportate dai proponenti: il materiale diffuso non ne espone il metodo di calcolo, perciò non è possibile trattarle come costi già accertati per la Sicilia. Dalla proposta ai serviziLa risoluzione porta il tema all’Ars, ma la sua presentazione non equivale ancora all’istituzione di nuovi servizi. Il passaggio decisivo sarà capire se la Regione definirà risorse, personale e tempi di attuazione e se misurerà quanti pazienti vengono valutati e presi in carico.È lì che una proposta sulla prevenzione potrà diventare assistenza concreta, nelle scuole, sul territorio e negli ospedali siciliani.
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25 settembre 2026, 06:00Leggi notizia