Licenziata dopo 27 anni per errori su cibo scaduto, il giudice conferma il licenziamento

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Immagine: Money.it
Una dipendente con 27 anni di anzianità in un'azienda di distribuzione commerciale è stata licenziata il 14 aprile 2023 per la gestione irregolare di 340 prodotti scaduti, non smaltiti secondo le procedure aziendali. La lavoratrice, responsabile di un punto vendita da 20 anni, aveva ripetutamente violato le disposizioni sul controllo e smaltimento della merce, con prodotti scaduti da mesi e in alcuni casi da quasi un anno, accantonati in magazzino senza essere segnalati durante l'inventario. La decisione di licenziamento è stata confermata dalla Corte d'appello di Venezia, che ha escluso la natura discriminatoria del provvedimento, nonostante la dipendente avesse sollevato dubbi sull'intenzionalità della condotta, sulla tempestività della contestazione disciplinare e sulla presunta discriminazione legata alla sua condizione di madre di due figli con disabilità grave. La vicenda è giunta fino alla Corte di cassazione, che con un'ordinanza dell'11 settembre 2026 ha respinto il ricorso della lavoratrice, confermando la legittimità del licenziamento. I giudici hanno ritenuto che il mancato smaltimento dei prodotti scaduti e la loro inclusione nell'inventario fossero finalizzati a raggiungere gli obiettivi aziendali per ottenere premi destinati ai responsabili dei punti vendita. L'anzianità di servizio non ha quindi impedito la perdita del posto, poiché la condotta della dipendente ha compromesso il rapporto di fiducia con l'azienda.

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Tag: Corte di Cassazione, Corte d'appello di Venezia