Dati rubati a Revolut, chiudere il conto serve davvero? Cosa dice la legge e cosa valutare
Il 12 settembre Revolut ha confermato di aver consegnato dati sensibili di circa 680 clienti a un gruppo di criminali che si era finto un'autorità italiana. La richiesta, proveniente da una casella PEC autentica di una prefettura italiana compromessa, ha indotto la società a fornire documenti d'identità, selfie di verifica e lo storico delle transazioni in Bitcoin. Le vittime, individuate tramite analisi della blockchain, risiedono in oltre trenta Paesi, con una maggioranza in Svizzera e Francia.
Dopo il furto, il gruppo hacker IAmNotAVillain ha iniziato a pubblicare i dati rubati su un canale Telegram e ha chiesto un riscatto di 3 milioni di dollari in criptovaluta, minacciando di diffondere ulteriormente le informazioni. Le autorità italiane, tra cui la Polizia Postale e il Garante per la protezione dei dati personali, hanno avviato indagini, mentre l'Information Commissioner's Office britannico ha preso in carico la questione nel Regno Unito.
Nonostante la fuga di dati, non risulta alcun accesso non autorizzato ai conti o ai fondi dei clienti, poiché i sistemi informatici di Revolut non sono stati violati. Il problema è stato legato alla procedura di verifica delle richieste provenienti dalle autorità e alla sicurezza della casella PEC compromessa. La normativa europea GDPR prevede tutele per i clienti coinvolti, compreso il diritto a essere informati e a richiedere risarcimenti, mentre la normativa sui servizi di pagamento garantisce rimborsi in caso di addebiti non autorizzati.
La decisione di chiudere o meno il conto Revolut spetta ai singoli clienti e dipende dal ruolo che il conto ha nella loro vita finanziaria, dalla quantità di denaro depositata e dalla tolleranza al rischio. È importante adottare misure di sicurezza digitali, come migliorare l'autenticazione e diffidare di richieste sospette, poiché i dati rubati possono essere utilizzati per furti d'identità o tentativi di estorsione. Chiudere il conto non elimina il rischio, dato che le informazioni sottratte restano in mano ai criminali e la documentazione deve essere conservata per legge.
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Tag: Polizia Postale, Revolut, IAmNotAVillain, Information Commissioner's Office, GDPR, casella PEC