Crisi demografica, BCE: entro il 2100 calo popolazione soprattutto in Italia e Germania

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Immagine: Money.it
La Banca centrale europea (BCE) ha pubblicato un'analisi nel suo Bollettino economico che evidenzia come la crisi demografica continuerà a influenzare negativamente l'area euro nei prossimi decenni, con un calo significativo della popolazione soprattutto in Italia e Germania. Secondo le proiezioni contenute nell'ultimo rapporto EUROPOP 2025, la popolazione dell'area euro raggiungerà un picco di circa 361,4 milioni nel 2037, per poi iniziare a diminuire progressivamente. Il calo demografico sarà accompagnato da un aumento della quota di persone anziane (oltre i 65 anni) e da una riduzione sia dei bambini (0-14 anni) sia della popolazione in età lavorativa (15-64 anni). In particolare, il tasso di fecondità nell'area euro è sceso a 1,33 figli per donna nel 2024 e si prevede che continuerà a diminuire fino al 2026, con una ripresa più contenuta rispetto alle stime precedenti. Questo fenomeno è attribuito a fattori come l'aumento dell'istruzione femminile, la scarsità di abitazioni e differenze nelle opinioni politiche tra giovani uomini e donne. Tra i paesi maggiormente colpiti dal calo demografico figurano Germania e Italia, con una riduzione rispettivamente di 9,4 e 5,4 milioni di abitanti entro il 2100, mentre la Spagna rappresenta un'eccezione positiva, con un aumento della popolazione stimato in 4,6 milioni, tanto da superare quella italiana entro la fine del secolo. La diminuzione della popolazione in età lavorativa, prevista a 175 milioni nel 2100 rispetto agli attuali 228 milioni, solleva preoccupazioni per la crescita economica e la sostenibilità dei sistemi pensionistici. L'analisi della BCE sottolinea l'importanza di riforme pensionistiche e del mercato del lavoro volte ad aumentare la partecipazione alla forza lavoro, per mitigare gli effetti negativi dell'invecchiamento demografico. Inoltre, si evidenzia come l'incremento delle spese pensionistiche e la riduzione della base imponibile eserciteranno una crescente pressione sui conti pubblici, soprattutto nei paesi con finanze già vulnerabili, che dovrebbero evitare di annullare le riforme previdenziali precedenti e puntare a una gestione più favorevole alla crescita economica.

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Tag: Spagna, Banca Centrale Europea, Germania, BCE, EUROPOP 2025