A Secondigliano usato un disturbatore di frequenze per bloccare i cellulari nel carcere

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Immagine: NapoliToday
Nel carcere di Secondigliano, a Napoli, è stato sperimentato l'uso di un disturbatore di frequenze, noto come jammer, per bloccare l'utilizzo dei telefoni cellulari da parte dei detenuti. L'obiettivo dell'intervento è stato impedire comunicazioni illegali attraverso i cellulari all'interno della struttura carceraria. L'installazione del dispositivo ha portato a un successo nel controllo delle comunicazioni non autorizzate, limitando l'uso dei telefoni da parte dei reclusi. Questa misura rappresenta un tentativo di migliorare la sicurezza e la gestione del carcere. L'uso dei jammer è stato accolto positivamente da alcune autorità e operatori del settore penitenziario, che vedono in questa tecnologia uno strumento utile per contrastare attività illecite all'interno delle carceri.

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