Weinstein condannato a 15 anni per aggressione alla ex assistente, simbolo del movimento #MeToo

Altre notizie di Giustizia »
Harvey Weinstein è stato condannato a 15 anni di carcere per l'aggressione sessuale commessa nel 2006 ai danni di Miriam Haley, sua ex assistente di produzione televisiva. L'aggressione è avvenuta nell'appartamento della donna a Manhattan. Durante il processo, Haley ha raccontato le molestie e le umiliazioni subite negli anni successivi, denunciando anche diffamazioni da parte di Weinstein, del suo team di difesa e di alcuni podcaster. La vice procuratrice distrettuale di New York aveva richiesto una pena di 20 anni, sostenendo che Weinstein non avesse mostrato rimorso per i suoi crimini. L'ex produttore, invece, ha espresso scuse e affermato di provare rimorso. La difesa aveva inoltre sottolineato le condizioni di salute di Weinstein, affetto da diverse patologie, tra cui un tumore del sangue e una cardiopatia, per chiedere una pena più lieve. Il giudice Curtis Farber, prima di emettere la sentenza, ha riconosciuto che Weinstein sarà ricordato non solo per la sua carriera cinematografica, ma anche come simbolo del movimento #MeToo. Il giudice ha condannato il comportamento di Weinstein, sottolineando come abbia rovinato la propria eredità aggredendo la sua ex assistente.

Cosa ne dicono le altre testate

Tag: Harvey Weinstein, Miriam Haley, Manhattan, Curtis Farber, movimento #MeToo