Vegliò per giorni il padrone morto. Ora Nereo aspetta una nuova casa

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
Ci sono legami che non hanno bisogno di parole. Nascono lentamente, dentro la semplicità dei giorni, e diventano presenza, abitudine, compagnia. Un passo accanto all’altro, una porta che si apre, una strada percorsa insieme. Fino a diventare una cosa sola. È la storia di Nereo, un meticcio di media taglia, e del suo padrone, che vivevano nella frazione di Santa Maria Goretti, a Offida. Erano inseparabili. Nereo lo seguiva ovunque: al bar, dal macellaio, al forno. Dove andava l’uomo, arrivava lui. Sempre. Bastava voltarsi e trovarlo lì, fedele, al suo fianco. Non servivano comandi. Non servivano parole. C’era quella forma di amore silenzioso che gli animali conoscono e che gli uomini, a volte, comprendono soltanto quando la vita mette davanti ai loro occhi la sua verità più semplice: esserci. Poi, un giorno, tutto è cambiato. Il suo padrone è rimasto in casa. Ma questa volta non sarebbe più uscito. È morto solo e per giorni nessuno si è accorto della sua assenza. Nereo, invece, era lì. È rimasto accanto a lui, come aveva fatto tante volte nella vita. Ha aspettato. Forse non conosceva la morte, ma conosceva il silenzio. Conosceva quelle mani che non si muovevano più, quella voce che non arrivava, quei passi che non tornavano. E allora ha aspettato ancora. Poi è uscito. Ha percorso le strade che conosceva, quelle della loro vita insieme. È tornato al bar, dal macellaio, al forno. Gli stessi luoghi dove per tanto tempo erano arrivati in due. Quella volta, però, Nereo era solo. Ed è stata proprio quella solitudine a parlare. Gli abitanti della frazione lo hanno visto aggirarsi senza il suo padrone, con uno sguardo che sembrava cercare qualcuno. La sua presenza ha fatto nascere un sospetto, poi l’allarme. I carabinieri sono entrati nell’abitazione e hanno trovato l’uomo senza vita. Nereo, invece, è stato accompagnato al canile di Offida. Ed è qui che la storia potrebbe finire. Ma certe storie non finiscono con un addio. Restano. Restano nelle strade di una piccola frazione, nei luoghi dove due compagni di vita camminavano insieme, nei ricordi di chi li ha visti tante volte passare. Restano negli occhi di Nereo. E restano nel cuore della gente, che ancora oggi parla di quella storia e di quel cane capace, senza una sola parola, di raccontare un dolore immenso. Ora Nereo è solo e aspetta una nuova occasione. Merita una casa. Merita qualcuno che sappia guardarlo negli occhi e riconoscere, dentro quello sguardo, tutta la storia che porta con sé. Qualcuno che sappia restituirgli quell’amore che lui ha donato senza misura. Perché Nereo non deve dimenticare. Deve soltanto scoprire che anche dopo la perdita può esistere un nuovo inizio. Che una mano può tornare ad accarezzarlo. Maria Grazia Lappa

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