Tutte le sfide di Agrofutura. Innovazione e tradizione: "Per esaltare il territorio"

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Immagine: La Nazione Firenze
di Daniele Sborzacchi Innovare, tenendo sempre presente la tradizione. Valorizzare il territorio esaltandone la specificità ed al tempo stesso tutelando il grande patrimonio umano, che ne è alla base. Le meraviglie dell’Umbria, attraverso storie, volti ed aneddoti, sono state il comune denominatore di Agrofutura, il festival itinerante promosso da QN, La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno, che ieri ha riunito nella prestigiosa Sala del Consiglio del Palazzo della Provincia di Perugia istituzioni, imprese, mondo accademico e associazioni. Dopo il saluto iniziale del giornalista de La Nazione Firenze Guglielmo Vezzosi, ad aprire ufficialmente i lavori è stata la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, che ha rimarcato come la terra sia "la radice di questa città e di questi territori. L’agricoltura non è un residuo del passato, ma un perno per il futuro". La vocazione agricola è stata poi sottolineata anche nell’intervento della vice presidente della provincia di Perugia, Laura Servi, secondo la quale "innovare significa anche comprendere le esigenze dei giovani che si possono avvicinare a questo comparto". Ad impreziosire l’evento, che ha avuto come main partner il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e Bper Banca (mentre 02 Farm ha partecipato come partner “green design”), la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. "Non sono voluta mancare a questo appuntamento proprio perché sostenere l’agricoltura è anche una ’mission’ delle Regioni. Lo sviluppo in questo caso passa nel fare sistema senza perdere il valore dell’agricoltore, che resta alla base di tutto. E senza perdere il faro dell’innovazione, che deve guidare l’azione". A dir poco interessanti i panel della tappa perugina di Agrofutura. In avvio “Dare credito alla Terra. Ricerca, formazione e finanza: gli alleati dell’impresa agricola”. Coordinati da Guglielmo Vezzosi sono intervenuti Marco Lazzari, responsabile del Servizio Agri Banking di BPER Banca, e Angelo Frascarelli, professore di agraria dell’Università degli Studi di Perugia. "Il settore agroalimentare è molto interessante per gli istituti di credito - ha evidenziato Lazzari -, proprio per questo abbiamo creato un settore con 50 professionisti anche per sostenere i giovani". "Tecnologia, economia, geopolitica e clima sono i quattro fattori protagonisti di un mondo al quale ci stiamo avvicinando - il pensiero di Frascarelli -. Come sarà in futuro? Non lo sappiamo. Di sicuro tutto sta cambiando molto velocemente". Spazio quindi al mondo delle associazioni di categoria con il confronto “Le associazioni, criticità e prospettive del settore agricolo”, coordinato dalla giornalista de La Nazione Umbria Silvia Angelici. Al tavolo si sono confrontati Cristiano Casagrande, direttore di Confagricoltura Umbria, Roberto Di Filippo, presidente CIA Agricoltori Italiani dell’Umbria, e Dominga Cotarella, presidente di Coldiretti Umbria. "Rendere il cittadino consapevole è fondamentale", ha rimarcato Cotarella. Come, secondo Casagrande, "saper valorizzare la filiera ed in parte, restituira all’agricoltore che rimane figura chiave di tutto". "Come agricoltori siamo sempre più vecchi", il pensiero di Di Filippo, "per i giovani è dura inserirsi nel settore, bisogna comunque garantire una marginalità". Il panel “Spoiler: funziona! Quando il territorio diventa impresa: storie di successo dall’Umbria”, moderato da Daniele Cervino, responsabile della redazione de La Nazione Umbria, ha portato infine al centro dell’attenzione due storie rappresentative della capacità umbra di trasformare la qualità delle proprie produzioni in valore e riconoscibilità internazionale. Protagonisti sono stati Giuliano Martinelli, fondatore di Giuliano Tartufi e Chiara Lungarotti, amministratrice delegata di Cantina Lungarotti. "Una passione trasformata in lavoro, in un paese dove tutti sono occupati e che vanta uno spirito travolgente", il solito racconto stile “fiume in piena“ del vulcanico Giuliano Martinelli. "La tradizione di famiglia tramandata a tutti, per un viaggio che continua ad entusiasmarci giorno dopo giorno", uno dei passaggi di Chiara Lungarotti. E il cibo in tavola? A servirlo alla perfezione uno chef stellato, Andrea Impero: "La materia prima è alla base di tutto, penso ad esempio all’olio extravergine di oliva. In cucina il mio motto è “Siamo ciò che mangiamo“, ed allora massima cura nei dettagli e nella valorizzazione di questo meraviglioso territorio".

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