Treviglio, il fine vita arriva in Consiglio comunale: “Percorsi certi e dignitosi”
Treviglio. Il tema del fine vita arriva sui banchi del Consiglio comunale. Sei consiglieri hanno presentato un ordine del giorno per chiedere alla Regione Lombardia di definire procedure chiare e uniformi per le richieste di suicidio medicalmente assistito e, allo stesso tempo, sollecitare Parlamento e Governo ad approvare una legge nazionale organica.
Il documento, datato 16 settembre, è firmato da Matilde Tura, Erik Molteni, Mariagrazia Morini, Laura Rossoni, Federico De Ponti e Gianluca Pignatelli. La richiesta parte dal Comune, ma guarda oltre i confini cittadini: l’obiettivo è coinvolgere le istituzioni regionali e nazionali su un tema che, secondo i promotori, riguarda i diritti fondamentali della persona, la dignità, l’autodeterminazione e la tutela della salute.
L’ordine del giorno richiama le più recenti pronunce della Corte costituzionale. In particolare, la sentenza 242 del 2019 ha individuato, a determinate condizioni, un’area di non punibilità dell’aiuto al suicidio medicalmente assistito, affidando alle strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale la verifica dei requisiti e delle modalità di esecuzione, previo parere del comitato etico competente.
Il documento cita poi le sentenze 135 del 2024 e 204 del 2025. Quest’ultima, in particolare, ha riconosciuto alle Regioni la possibilità di disciplinare gli aspetti organizzativi e procedurali del suicidio medicalmente assistito nell’ambito delle proprie competenze in materia di tutela della salute, anche in assenza di una legge statale organica.
Un passaggio che, secondo i consiglieri trevigliesi, rende ancora più evidente la necessità di un intervento in Lombardia. L’assenza di una disciplina regionale uniforme, si legge nell’ordine del giorno, crea incertezza sul percorso che devono seguire cittadini, famiglie e operatori sanitari.
Nel frattempo altre Regioni si sono mosse. Il documento richiama in particolare il Veneto, che l’8 settembre 2026 ha approvato una legge regionale sulle procedure per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito.
Da qui la richiesta al sindaco Juri Imeri e alla Giunta comunale di sollecitare il presidente della Regione Lombardia e la Giunta regionale affinché vengano definite procedure uniformi, trasparenti e con tempi certi per la presa in carico e la verifica delle richieste da parte del Servizio sanitario regionale.
La seconda richiesta riguarda invece Roma: il Comune dovrebbe farsi portavoce presso Parlamento e Governo della necessità di una disciplina legislativa nazionale organica sul fine vita, nel rispetto dei principi costituzionali e delle pronunce della Corte costituzionale. Il terzo punto prevede infine l’invio dell’ordine del giorno ai vertici della Regione e del Consiglio regionale della Lombardia e ai presidenti di Camera e Senato.
A spiegare lo spirito dell’iniziativa è Tura. “Facciamo la nostra parte come esponenti delle istituzioni. E quale istituzione è più vicina e più prossima alle persone se non il Comune?”, sottolinea la consigliera.
La questione, aggiunge, non riguarda soltanto Treviglio, ma può interessare cittadini di qualsiasi Comune. “L’obiettivo è che, se le istituzioni direttamente competenti a legiferare, Regione e Stato, non si muovono, facciamo partire dal basso lo stimolo ad andare avanti”.
Da qui anche l’auspicio che l’iniziativa non rimanga isolata. “Spero che in altri Consigli comunali si presenti questa richiesta e che tanti Comuni scrivano alla Regione Lombardia in primis”, conclude Tura.
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25 settembre 2026, 04:01Leggi notizia