Trevi boccia anche Webuild: "Opa non conveniente"

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
Il cda di Trevi boccia l’Opa promossa da Webuild, così come era successo due settimane fa per quella avanzata da Icop. "Dopo attenta valutazione delle informazioni disponibili e tenuto conto anche delle fairness opinion degli advisor finanziari, - si legge in una nota -, Trevi ritiene che l’offerta, non concordata, non sia conveniente per gli azionisti, non riflettendo in alcun modo il reale valore del gruppo". Trevi, nell’approvare il comunicato dell’emittente, elenca così i principali motivi della bocciatura. "Il corrispettivo è non congruo dal punto di vista finanziario, inoltre le sinergie dichiarate da Webuild potrebbero essere astrattamente conseguibili attraverso l’acquisizione e l’integrazione di Trevi, ma gli azionisti che aderissero all’offerta, ricevendo esclusivamente denaro, non parteciperebbero alla relativa creazione di valore". Nei giorni scorsi il consiglio d’amministrazione di Webuild, tenuto conto del lancio dell’Opa su Trevi, ha ritenuto opportuno rinviare la presentazione del piano industriale al termine dell’operazione in corso. La società ritiene, infatti, necessario finalizzare e completare tale operazione al fine di poter rappresentare al mercato gli obiettivi strategici, industriali ed economico-finanziari su basi pienamente aggiornate e coerenti con il nuovo perimetro che potrebbe derivare dall’offerta e con le prospettive di sviluppo del gruppo combinato. L’Opa, spiega Trevi, "è stata annunciata dopo l’offerta Icop, ma il premio dichiarato da Webuild è riferito a livelli di prezzo dell’azione Trevi antecedenti a tale annuncio e ancora influenzati dagli effetti dell’aumento di capitale". Il perfezionamento dell’offerta, sottolinea ancora Trevi, "è subordinato a condizioni di efficacia poste nell’esclusivo interesse dell’offerente, che determinano significativi profili di incertezza in merito allo stesso perfezionamento dell’Opa e ai suoi possibili esiti". Trevi ha "rilevanti prospettive di crescita – sottolinea il cda – e costituisce un asset industriale caratterizzato da un posizionamento competitivo unico nel settore delle infrastrutture specialistiche. A differenza dei general contractor tradizionali, il gruppo opera prevalentemente nel segmento ad elevato contenuto tecnico delle fondazioni speciali e dell’ingegneria del sottosuolo, ambito nel quale ha sviluppato, nel corso di oltre 60 anni di attività a livello internazionale, competenze specialistiche, capacità esecutive e relazioni commerciali che rappresentano significative barriere all’ingresso. Tale posizionamento consente di competere principalmente sulla base del know-how tecnico e dell’affidabilità operativa, beneficiando di livelli di marginalità superiori a quelli normalmente osservabili nel settore delle costruzioni tradizionali". Webuild, osserva ancora Trevi, "non ha assunto impegni in merito ai livelli occupazionali e alle sedi estere del gruppo Trevi né ha fornito indicazioni specifiche sui propri programmi per le diverse aree di attività del gruppo Trevi. La coesistenza dell’Opa con l’offerta Icop - conclude il cda di Trevi - determina ulteriori e rilevanti profili di incertezza, che ogni azionista deve attentamente considerare prima di aderire all’offerta".

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