Tavernerio, altre 3 denunce: "I nostri figli maltrattati"

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Immagine: Il Giorno Milano
di Andrea Gianni COMO I tre episodi, denunciati dai genitori di altrettanti minorenni disabili, risalgono a maggio, luglio e settembre. Altri tre casi di presunti maltrattamenti nel centro di riabilitazione privato convenzionato Villa Santa Maria di Tavernerio, specializzato nella cura dell’autismo, già finito al centro di un’indagine coordinata dal procuratore di Como Massimo Astori sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio per 13 operatori in servizio all’epoca, incaricati di seguire i pazienti, alcuni bisognosi di assistenza continua in quanto "incapaci di svolgere le ordinarie e quotidiane funzioni vitali". L’ultima denuncia ai carabinieri, con allegato il referto dell’ospedale di Erba, riguarda un ematoma sullo zigomo sinistro e segni sul polso destro rilevati sul corpo di una bambina affetta da ritardo cognitivo e motorio, che alloggia nella struttura dal lunedì al venerdì trascorrendo il fine settimana con i genitori. Il 18 settembre, quando sono andati a prenderla, hanno notato le contusioni e hanno chiesto spiegazioni ai sanitari. "Riferivano – si legge nella denuncia presentata ai carabinieri di Erba – che la bambina in un momento di gioco si era scontrata con un altro bambino". Il sospetto, emerso anche dai segnali lanciati da una bambina che per le sue condizioni comunica a fatica, è che le cause delle lesioni siano altre. Altri due casi, entrambi seguiti dall’avvocata Cristina Biella, legale delle famiglie, riguardano bambini di 4 e 8 anni. Il più piccolo, secondo la denuncia presentata ai carabinieri di Vimercate e trasmessa alla Procura di Como, è stato trovato dalla madre con un grosso ematoma all’altezza della tempia e con altri segni. Era stato collocato a Villa Santa Maria dai servizi sociali e ora, accogliendo la richiesta del legale, il Tribunale di Monza ha dato 15 giorni per trasferirlo in un’altra struttura. Sul corpo della bambina di 8 anni, invece, sono stati rilevati lividi, oltre a un preoccupante dimagrimento. In tutti i casi i responsabili si sono giustificati con i familiari parlando di autolesionismo o lesioni provocate da altri ospiti. Su un altro procedimento, archiviato dal gip di Como, non è ancora scritta la parola fine. L’avvocato Piero Porciani, legale della famiglia, ha presentato un reclamo al Tribunale chiedendo di "annullare il decreto di archiviazione e ordinare la restituzione degli atti al giudice".

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