Star Trek, Trump e Iran: la rubrica Stop the Scroll per chi non ha tempo da perdere

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E ora, per la rubrica Stop the Scroll!, riassunti commentati per chi non ha tempo da perdere, ma vuole approfondire lo stesso. C’era una volta il futuro (Una McCormack, Foreign Policy) – Da 60 anni Star Trek racconta quale futuro immaginiamo e quale società vorremmo costruire. La recente missione Artemis II ne evocava l’idea di un futuro condiviso e orientato alla conoscenza, in contrasto con le iniziative miliardarie di Musk e Bezos. Star Trek è diventato un campo di battaglia culturale: la sua visione originaria, progressista e utopica, fondata sulla diversità e sulla cooperazione fra i popoli, è diventata oggetto di scontro politico. Fin dall’epoca del celebre bacio interrazziale fra Uhura e Kirk, Star Trek ha incarnato un’idea inclusiva del futuro, ma oggi l’opinionismo di destra accusa la serie di wokismo. Nell’ultima stagione, Starfleet Academy, al conflitto padre-figlio, ricorrente nella saga, si sostituisce la relazione tra madri, mentori e nuove generazioni, che devono ricostruire con un progetto comune una società distrutta. L’antropologo David Graeber, nel libro L’utopia delle regole, distingueva tecnologie “poetiche”, capaci di trasformare fantasie in realtà (esplorazione spaziale, vaccini, democrazia, pace) e tecnologie “burocratiche”, destinate a disciplinare, sorvegliare e controllare. Il futuro, suggerisce Star Trek, è ciò che scegliamo di costruire. COMMENTO: La cosa più fantascientifica di Star Trek non è il teletrasporto: è il futuro senza Musk e Bezos. Disastro Trump (Robert Voit, The Guardian Weekly) – Sempre più evidente l’errore politico e strategico della decisione di Trump: riprendere la guerra contro l’Iran per sottrarre a Teheran il controllo di Hormuz, principale leva economica iraniana. Lo stretto, prima della guerra, convogliava circa il 20% delle esportazioni energetiche mondiali. La sua chiusura ha fatto impennare il prezzo del petrolio, aggravando inflazione e costo della vita. Gli esperti temono che l’escalation possa trasformarsi in una guerra lunga, fino a un’invasione terrestre, contraddicendo la promessa trumpiana di evitare le guerre permanenti. Il rischio è accresciuto, secondo alcuni ex consiglieri, dalla scarsa presenza nell’amministrazione di specialisti dell’Iran e dall’affidamento a negoziatori di scarsa esperienza come Steve Witkoff, Jared Kushner e JD Vance. Il cambio di regime, inizialmente perseguito con l’eliminazione dell’ayatollah Khamenei, appare ora accantonato. Tra le opzioni discusse figura l’occupazione di Kharg Island, principale centro delle esportazioni petrolifere iraniane, ma l’ex generale Joseph Votel ritiene indispensabile la diplomazia per evitare un’escalation. La disponibilità iraniana a colpire anche alleati Usa nel Golfo potrebbe produrre un conflitto decennale. COMMENTO: Tranquilli: per risolvere le crisi in Medio Oriente basta essere pieni di sé. Come risolvere problemi (Emma Stokes, Happiful) – La ricerca psicologica indica 5 strategie per migliorare la capacità di risolvere problemi. 1) Cambiare la domanda. Invece di chiedersi “Come posso risolvere subito questa situazione?”, conviene domandarsi “Quale risultato voglio ottenere?” 2) Provare a peggiorare il problema (reverse brainstorming). Chiedersi “Cosa potrei fare per rendere peggiore questa situazione?” permette di individuare le azioni opposte necessarie per migliorarla. 3) Lasciar perdere per un po’. Allontanarsi dal problema dedicandosi ad altro (una passeggiata, lavori domestici, un hobby) favorisce la riflessione. 4) Immaginarsi nel futuro. Pensare a se stessi fra tre mesi completando la frase: “Sarò contento di aver scelto di…” La prospettiva riduce la pressione dell’urgenza e aiuta a individuare la decisione migliore. 5) Scomporre il problema nei suoi elementi e nelle sue alternative, per poi combinarli in modi diversi generando soluzioni nuove: piccoli cambiamenti realistici possono sgonfiare un problema senza pretendere di eliminarlo in un’unica soluzione. COMMENTO: Trump deve aver capito male il punto 2. L'articolo Star Trek, Trump e Iran: la rubrica Stop the Scroll per chi non ha tempo da perdere proviene da Il Fatto Quotidiano.

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