Soffocata da un acino d’uva. La bimba resta gravissima. Nel mirino la carenza di medici

Altre notizie di Incidenti »
Immagine: Resto del Carlino Bologna
"Ho ancora la pelle d’oca a ripensarci". Mostra le braccia l’ambulante barese di frutta che chiude la fiera di San Settimio, lato Arco Clementino, a Jesi. È stato lui, mercoledì nel tardo pomeriggio, a vendere la busta d’uva alla mamma della piccola, la bimba di soli 3 anni che ora lotta per la vita nella Rianimazione dell’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. Un’incredibile e tragica fatalità: un attimo di distrazione e la piccola avrebbe preso un acino d’uva dalla busta che teneva la mamma. "Era pieno di gente – aggiunge – la mamma ha comprato la frutta da me, era con la figlia e altri bambini. Si sono seduti nelle scalette qui vicino, dietro la bancarella (quelle del Sert) e ha accusato un malore. La mamma chiedeva aiuto, sono arrivati l’ambulanza e so che un medico ha provato a soccorrerla. Momenti bruttissimi, speriamo davvero si possa salvare". Un pomeriggio di festa trasformato in incubo per una famiglia jesina. La piccola, andata in arresto cardiaco dopo aver ingerito l’acino d’uva, è stata prima soccorsa dai volontari della Croce Rossa arrivata tra la folla. Un’infermiera prima e un medico di medicina generale in pensione poi, hanno provato a far ripartire il piccolo cuoricino della bimba. Trasportata d’urgenza all’ospedale Urbani di Jesi, al pronto soccorso i medici le hanno praticato un lungo massaggio cardiaco fino alla ripresa del battito. Lì, anche grazie all’assistenza del medico giunto con l’eliambulanza Icaro atterrata davanti alla struttura, sono riusciti a estrarre l’acino d’uva incastrato molto in profondità. La piccola è stata poi intubata e trasferita d’urgenza al Salesi. "La piccola paziente, giunta dopo essere stata sottoposta a manovre rianimatorie e stabilizzazione primaria delle funzioni vitali – diceva il bollettino medico di ieri alle 13 – è attualmente sottoposta a sedazione farmacologica profonda, ventilazione meccanica e alle cure intensive necessarie. La prognosi resta al momento riservata. Proseguono il monitoraggio intensivo e le valutazioni cliniche e strumentali previste in questa fase". I prossimi giorni saranno decisivi. Il caso riapre però la ferita della gravissima carenza di medici del 118 sul territorio: mercoledì sera l’automedica non c’era e non era disponibile neppure l’ambulanza infermieristica, impegnata alla Rsa di Montecarotto. Un solo medico di 118 a servizio di 22 Comuni della Vallesina, e anche delle numerose strutture anziani del territorio, prive di presidio medico. Una falla del sistema sanitario che pesa sui soccorsi proprio nei minuti più cruciali. Sara Ferreri

Cosa ne dicono le altre testate