Si denuda, poi gli ruba tutti gli ori. “Lettera di scuse e danno pagato”
Siena, 25 settembre 2026 – L’anziano della Valdichiana derubato con destrezza degli ori da una giovane rom, con cui si era appartato a Chianciano Terme, ha rifiutato il risarcimento e la lettera di scuse della giovane. Ma questo non è bastato ad evitare l’estinzione del reato “per le condotte riparatorie”.
E la conseguente decadenza della misura cautelare. Aveva l’obbligo di firma dalle forze dell’ordine, adesso è libera. “Non doversi procedere”, così ha deciso ieri il giudice Fabio Frangini su una vicenda che aveva destato scalpore quando, nel luglio scorso, la ragazza – senza fissa dimora ed ora colf di un anziano in Umbria – aveva lasciato intendere all’uomo di essere disponibile a fare sesso. Per poi derubarlo di quanto aveva di prezioso.
L'udienza in tribunale
Cappellino bianco, tenuto per tutto il tempo dell’udienza, la romena, 35 anni, è arrivata in tribunale senza accompagnamento delle forze dell’ordine, come consentito dal giudice. Non c’era invece il 78enne che aveva derubato. E che, una volta compreso della scomparsa degli ori, anche se lei aveva negato decisamente, si era fermato chiamando i carabinieri. Era stato però necessario accompagnare la 35enne in ospedale per poter recuperare i gioielli che aveva infatti abilmente nascosto nelle parti intime.
La ricostruzione dei fatti
Quel giorno era andato a trovare un amico a Chianciano, aveva spiegato alle forze dell’ordine, quando in viale della Libertà, passando con la sua Bmw, aveva notato una giovane in pantaloncini corti e maglietta. Nel momento in cui le era passato vicino, girandosi, l’aveva salutato. Era tornato indietro con la macchina, la giovane aveva chiesto un passaggio. Si erano appartati, dirigendosi verso Strada delle Case. Qui era cominciato l’approccio sessuale. Scesi dalla vettura lei si era denudata. Ma il pensionato ci aveva ripensato, si era rivestita. Una volta in macchina il 78enne si era reso conto che gli mancavano un bracciale in oro e la collana con il croficisso. Siccome lei negava, era scattata la telefonata al 112.
Le scuse e il risarcimento rifiutato
“Abbiamo inviato una lettera di scuse e allegato un assegno di 1000 euro quale risarcimento del danno morale”, dice il difensore della ragazza, l’avvocato Alfredo Tonti che ha fatto leva sull’articolo 162 ter del Codice che prevede l’estinzione del reato per “condotte riparatorie” prima del dibattimento. Emerge in aula che il pensionato ha però restituito tutto. Non voleva proprio niente da quella giovane che l’aveva beffato, evidentemente. Anche se la refurrtiva, nonostante la necessità di inviare la giovane in ospedale, era stata recuperata. “I monili in oro avranno un valore di 500-600 euro, sono sottili e leggeri, non parliamo del tesoro di San Gennaro”, osserva il difensore. Il pubblico ministero Claudio Rotunno ha dato parere negativo all’estinzione del reato, nonostante la buona volontà manifestata dalla ragazza.
La decisione del giudice
Si è giocata tutta qui la ’partita’ in tribunale per la donna. Il giudice Frangini, come sottolineato da pronunciamenti della Cassazione, era chiamato a valutare la congruità del risarcimento in questa fase. “La persona offesa non può avere diritto di veto, a decidere è il giudice”, sottolinea Frangini considerando congrua la cifra proposta dalla ragazza per il danno non patrimoniale visto anche che gli ori sono stati recuperati.
Cosa ne dicono le altre testate
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24 settembre 2026, 23:00Leggi notizia