Senza lavoro e senza casa viene ospitato da un’amica. Poi la picchia, cerca di soffocarla e la violenta
Sarezzo (Brescia) – Dalla gelosia alle pretese. La lite, e poi il pestaggio e l’inferno. Picchiata, quasi soffocata, infine violentata. Dall’uomo che credeva essere un amico a cui aveva offerto un tetto, ospitandolo a casa propria, e che ora è in carcere con l’accusa di violenza sessuale e tentato femminicidio. Notte da incubo quella vissuta tra il 10 e l’11 settembre da una cinquantenne di Sarezzo, Valtrompia, finita in ospedale con fratture multiple.
La ricostruzione dell’aggressione
Stando a quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Gardone Valtrompia e dalla pm Victoria Allegra Boga la donna per qualche tempo aveva aperto il proprio appartamento a un pregiudicato - soprattutto per reati contro il patrimonio - di 47 anni, rimasto senza lavoro e non aveva abbastanza soldi per pagarsi l’affitto. Nel corso di quella breve convivenza però il presunto amico ha frainteso l’ospitalità e le intenzioni della donna, credendo di avere avviato con lei una relazione. Quella sera, era un venerdì, il 47enne avrebbe iniziato ad accampare pretese sentimentali e di esclusività, tartassando la malcapitata di domande ossessive per capire se avesse frequentazioni maschili. Sono volate accuse, poi insulti e poi è passato agli spintoni. Quando la donna ha smontato le aspettative dell’ospite la situazione è degenerata.
Schiaffi, pugni, poi una sequenza sempre più brutale
L’uomo ha iniziato ad alzare le mani, a sferrare schiaffoni, calci e pugni con una tale violenza da provocare alla vittima fratture al setto nasale, agli zigomi, alle costole in una sequenza sempre più brutale. E non gli è bastato, perché le avrebbe anche stretto le mani attorno al collo provando a strozzarla, infine l’avrebbe violentata. In un frangente di miracolosa calma la cinquantenne è riuscita ad allontanarsi e a trovare rifugio dalla madre, che vive a poche centinaia di metri da lei.
La fuga dalla madre, poi l’arrivo in ospedale
È stata proprio lei ad accompagnare la figlia devastata dalle ferite e sotto shock in pronto soccorso, all’ospedale di Gardone. I medici che l’hanno accolta hanno fatto scattare immediatamente la segnalazione ai carabinieri. I militari guidati dal capitano Mattia Minuzzo in poco tempo hanno raccolto elementi di riscontro alla versione della cinquantenne, rimasta ricoverata per parecchi giorni. Elementi sufficienti per ottenere dal giudice un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita ieri.
Cosa ne dicono le altre testate
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25 settembre 2026, 01:00Leggi notizia