Scontro escursionisti-cicloamatori sul nuovo tracciato verso le Orobie

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Immagine: Il Giorno Milano
No ai ciclisti d’alta quota e alla nuova ciclovia che collega Valsassina, Valle Imagna e Val Bremaba. Si tratta della ciclovia Transorobica, in fase di realizzazione. Secondo i progettisti dovrebbe tra l’altro puntare al "recupero e alla valorizzazione di antiche vie di collegamento delle Alpi Orobie". In realtà, per gli attivisti del Comitato Salviamo la Montagna, l’itinerario cicloescursionismo per appassionati di mountainbike, sta "modificando pesantemente itinerari da secoli deputati al transito a piedi e alla conseguente fruizione escursionistica pedonale del territorio interessato". Più che di sentieri e piste si tratterebbe inoltre di vere e proprie strade, sebbene sterrate, perché le mountainbike elettriche "sono simili a piccoli motoveicoli". Ma gli ambientalisti e difensori del paesaggio criticano pure gli aspetti tecnici del progetto, come ad esempio tornanti e improponibili pendenze del 15% e mancanza di manutenzione, tanto che ad esempio le ciclovie sopra l’Alpe Dolcigo e al bivio per la Bocca di Biandino e Ombrega risultano già deteriorate. Per questo esprimono "una netta opposizione a questi progetti". Ma anche al modello di fruizione della montagna che lasciano trasparire: "un modello “mordi e fuggi“, che determina una turistificazione di territori montani poco antropizzati oltre i 2000 metri di quota, superflua, eccessiva e invasiva, del tutto priva di senso del contesto, di attenzione reale per l’ambiente e il paesaggio, di vantaggi concreti per le comunità locali". Senza dimenticare il rischio di dissesto idrogeologico lungo i versanti coinvolti. D.D.S.

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