"Ritorno al nucleare? Scelta priva di senso"

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Immagine: La Nazione Firenze
Il ritorno del nucleare entra in una nuova fase del percorso legislativo italiano. Il Senato ha approvato il disegno di legge che definisce il quadro normativo necessario per consentire lo sviluppo dell’energia nucleare nel Paese. Un passaggio che non significa l’avvio immediato della costruzione di nuove centrali, ma che mette in moto la definizione delle regole, delle procedure e degli strumenti necessari per un eventuale ritorno dell’atomo. Angelo Gentili di Legambiente esprime una posizione critica. "Tornare a parlare di nucleare significa guardare a una prospettiva anacronistica, costosa e comunque lontana nel tempo – afferma Gentili –, mentre le risposte alla crisi energetica e climatica servono adesso". E secondo Gentili la realizzazione di nuovi impianti richiederebbe tempi molto lunghi. "Anche sul nostro territorio non abbiamo bisogno di tornare a paventare il fantasma del nucleare – prosegue – con tempi lunghissimi di realizzazione, almeno 15 anni, e con una tecnologia ancora oggi rischiosa e con il grande problema dello smaltimento delle scorie". La proposta alternativa indicata da Legambiente guarda invece alle fonti rinnovabili. "Abbiamo già a disposizione una soluzione concreta, sicura e immediatamente percorribile, quella delle energie rinnovabili: con fotovoltaico, agrivoltaico, eolico ed efficienza energetica significa produrre energia pulita, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e creare opportunità per i territori".

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    25 settembre 2026, 04:56
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