Ristruttura il terrazzo di casa sua. Poi getta materiale edile nel lago. Un cittadino lo vede e lo segnala

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Immagine: Il Giorno Milano
Un intervento partito dalla segnalazione di un residente ha portato alla scoperta di una consistente quantità di materiale edile abbandonato nelle acque del Lago Maggiore, a Brezzo di Bedero. A finire nei guai è il proprietario di un immobile affacciato sul lago, cittadino comunitario, che è stato denunciato dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Luino con l’ipotesi di abbandono di rifiuti non pericolosi. A insospettire il residente erano state alcune persone viste mentre gettavano nel lago materiali provenienti dai lavori di rifacimento della terrazza dell’abitazione. La segnalazione ha fatto scattare gli accertamenti dei militari, che hanno verificato la presenza in acqua di diversi cumuli di detriti, costituiti soprattutto da conglomerati cementizi e piastrelle. Per capire quanto materiale fosse finito sul fondale e valutare l’impatto dell’abbandono è stata quindi organizzata un’ispezione subacquea. Le verifiche sono state effettuate anche con l’ausilio della motovedetta della Compagnia Carabinieri di Luino e grazie all’intervento di sommozzatori specializzati dell’Associazione Nazionale Istruttori Subacquei. Le immersioni hanno permesso di individuare e documentare con immagini un ingente quantitativo di detriti, depositati a una profondità compresa tra i 7 e i 13 metri. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il materiale sarebbe stato gettato volontariamente in acqua per evitare i costi legati al trasporto e al corretto conferimento presso impianti autorizzati. Il proprietario dell’immobile, che risulta anche committente dei lavori e titolare della ditta incaricata dell’intervento, è stato quindi deferito all’autorità giudiziaria. Gli accertamenti non escludono inoltre la possibile configurazione di ulteriori ipotesi di reato. Per la condotta contestata, la normativa prevede, per il titolare dell’impresa, l’arresto da sei mesi a due anni oppure un’ammenda compresa tra 3mila e 27mila euro. Sarà inoltre necessario recuperare i materiali finiti sul fondale e ripristinare le condizioni originarie dell’area, con costi a carico del responsabile. Alice Mometti

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