Quell’orto prima del cemento: "Fu lo snodo del commercio. Oggi ripensiamola in verde"
Prima del cemento c’era l’Ortone. E prima che Largo Annigoni diventasse lo spazio che conosciamo oggi, qui arrivavano i contadini dalla campagna con barrocci e ciuchi, diretti al mercato di Sant’Ambrogio. Per i fiorentini era la "piazza dei Ciuchi". Una storia che raccontano due studiosi appassionati di Firenze, Luciano Artusi e il figlio Ricciardo.
Partiamo dalle origini. Che cosa c’era dove oggi si trova largo Annigoni?
"Nello stradario storico della città di Firenze del 1929 si trova la seguente dicitura: via dell’Ortone. Era un grandissimo orto, un vero e proprio ortone, con alcuni edifici minori, il tutto appartenuto, per lascito testamentario del notaio fiorentino Niccolò di Manetto di Buonagiunta di Castelfiorentino, al monastero femminile di Santa Verdiana che occupava un’area molto vasta, compresa tra viale della Giovine Italia, via dell’Agnolo, via dei Macci e Borgo la Croce. Siamo nel Trecento".
Che cosa succede nei secoli successivi?
"Nell’Ottocento, con la soppressione del monastero, i beni vengono confiscati dallo Stato e il complesso viene destinato a carcere femminile. Poi arrivano le grandi trasformazioni urbanistiche per Firenze Capitale, che cambiano profondamente il quartiere di Sant’Ambrogio. L’Ortone delle monache viene profondamente modificato con la realizzazione di piazza Ghiberti e del nuovo mercato coperto di Sant’Ambrogio".
Tra i fiorentini c’è chi la chiama ’piazza dei Ciuchi’...
"Qui arrivavano gli agricoltori dal contado per rifornire il mercato di Sant’Ambrogio e i loro carri con i ciuchi venivano fermati in quel luogo che è diventato Largo Annigoni. Ma quell’area era legata anche al mercato all’ingrosso, attività che si teneva nei fondi presenti in piazza Ghiberti e in quelli di via della Mattonaia. Questo avveniva prima del trasferimento, nel 1960, nel nuovo Mercato Ortofrutticolo di Novoli".
Quindi era uno spazio prevalentemente commerciale?
"Era certamente un luogo di commercio e di lavoro, soprattutto al mattino. Ma non era soltanto questo. Dopo il passaggio dei commercianti arrivavano gli spazzini per effettuare la pulizia della piazza, che tornava così a essere uno spazio del quartiere. I ragazzi, per esempio, ci andavano a giocare a pallone".
Oggi c’è il Mercato delle Pulci.
"La vocazione commerciale appartiene alla storia di questo luogo. Ma una piazza deve essere anche un luogo di socialità e di aggregazione, uno spazio nel quale le persone possano fermarsi, incontrarsi e riconoscersi".
Guardando al passato, c’è qualcosa che oggi si potrebbe recuperare?
"Riportare, quantomeno in parte, largo Annigoni alle sue origini. Esiste il progetto del Comune di Firenze denominato ’F’orti’, che prevede il recupero di spazi verdi nei quartieri della città. Perché non pensare a un piccolo orto proprio qui, dove un tempo c’era l’Ortone? Non servirebbe una superficie enorme: potrebbero bastare anche 5 o 6 cassoni, in pratica 50-60 metri quadrati. Gli spazi potrebbero essere affidati, nell’ambito del progetto, a gruppi di persone che se ne prendano cura e la manodopera in quel luogo non mancherebbe. Sarebbe un modo per riportare almeno un po’ di verde in un luogo che ha una storia profondamente legata alla terra e, allo stesso tempo, un piccolo contributo per contrastare l’aumento delle temperature".
Rossella Conte
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25 settembre 2026, 05:13Leggi notizia