Processo Scialandro a Trapani, oggi riprendono le difese su mafia e Comune di Custonaci

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Immagine: Tp24
È ripreso il 24 settembre davanti al Tribunale di Trapani il processo "Scialandro", nato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sulla riorganizzazione di Cosa nostra nelle zone di Trapani, Valderice e Custonaci. Dopo la pausa estiva, la Procura ha concluso l’esame dei propri testimoni e ora inizieranno le audizioni dei testimoni indicati dalle difese, con particolare attenzione alla posizione di Giuseppe Maranzano. Il processo riguarda otto imputati, tra cui Pietro Armando Bonanno, e si concentra in particolare sul ruolo del Comune di Custonaci, dove secondo l’accusa si sarebbero intrecciati rapporti tra politica, amministrazione e ambienti mafiosi. Tra gli episodi emersi vi sono la gestione dei cantieri di lavoro, il cambio di destinazione urbanistica di terreni e la distribuzione dei buoni spesa durante la pandemia di Covid-19. In quest’ultimo caso, una funzionaria comunale ha testimoniato che le pratiche di assegnazione dei contributi sarebbero state gestite senza il normale coinvolgimento dell’assistente sociale e che le relazioni sociali sarebbero state richieste in modo retrodatato per far apparire regolari i documenti. Nel troncone abbreviato del processo, l’ex vicesindaco di Custonaci Carlo Guarano è stato condannato a otto anni e sei mesi per partecipazione all’associazione mafiosa. Nel dibattimento ordinario, invece, l’istruttoria è ancora in corso e si stanno approfondendo le dinamiche amministrative e politiche che avrebbero favorito l’infiltrazione mafiosa nel Comune. La fase successiva del processo vedrà le difese cercare di fornire una diversa interpretazione degli eventi ricostruiti dall’accusa.

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