Prendeva l’invalidità, ma lavorava. Diecimila euro da restituire all’Inps

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
Diecimila euro da restituire all’Inps. È la richiesta rivolta a una donna residente nel Pesarese che percepiva l’assegno di invalidità e, nel frattempo, aveva cominciato a lavorare. Si è rivolta al Tribunale di Pesaro per contestare la restituzione di quelle somme, ma ha perso in primo grado e ora anche davanti alla Corte d’appello di Ancona. La richiesta dell’Inps, pari a 10.588,47 euro, è stata confermata anche in secondo grado. Il lavoro era iniziato nel marzo 2021. La donna, però, che già riceveva l’assegno mensile, non aveva avvisato subito l’Inps dell’inizio di quell’attività. Un reddito da lavoro di 8.031 euro era stato indicato nel modello Red presentato il 24 gennaio 2023. L’istituto le ha chiesto indietro le mensilità pagate dal gennaio 2022 al luglio 2024, ritenendo superato il limite di reddito previsto per l’assegno. Secondo la donna, anche chi lavora può continuare a ricevere l’assegno di invalidità, purché guadagni meno della soglia fissata dalla legge. Sosteneva inoltre di aver dichiarato i redditi al fisco e riteneva di poter conservare le somme già incassate. Il Tribunale di Pesaro aveva respinto la sua domanda nell’ottobre 2025. La donna aveva fatto appello, ma anche i giudici di Ancona hanno dato ragione all’Inps: aver dichiarato il reddito in seguito non basta. Chi percepisce l’assegno deve avvisare tempestivamente l’istituto quando comincia a lavorare. La comunicazione, in questo caso, non era arrivata nei tempi richiesti. La Corte ha confermato la richiesta di restituzione ma la donna non dovrà pagare le spese di giudizio.

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