Prendeva il sussidio. Ma aveva un’impresa da centomila euro

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Immagine: Il Giorno Milano
La NaspI per chi ha perso il lavoro. E, contemporaneamente, un’attività imprenditoriale nel settore edile che, secondo gli accertamenti, avrebbe generato circa 100mila euro di ricavi. È la situazione scoperta dalla Guardia di Finanza di Varese, che ha denunciato all’Autorità giudiziaria un cittadino tunisino residente a Gallarate. Il punto contestato dalle Fiamme Gialle è proprio questo: l’uomo, dopo aver iniziato un’attività autonoma aprendo una ditta individuale nel settore edile, avrebbe continuato a incassare l’indennità di disoccupazione senza comunicare all’Inps l’avvio della nuova attività. Una condotta che, se confermata nelle sedi giudiziarie, avrebbe consentito di ottenere un sostegno economico pubblico non più spettante. La vicenda emerge dagli accertamenti condotti dai finanzieri, che hanno ricostruito la situazione economica dell’interessato nel periodo sottoposto a controllo. Da una parte l’attività imprenditoriale, con proventi quantificati in circa 100mila euro; dall’altra la NaspI, che nello stesso periodo sarebbe stata regolarmente accreditata, per un totale di circa 10mila euro. Diecimila euro che, secondo quanto contestato dalla Finanza, non sarebbero dovuti essere percepiti. E a rendere ancora più significativo il quadro economico ricostruito dagli investigatori c’è anche l’acquisto di una moto di grossa cilindrata, indicato tra gli elementi utilizzati per ricostruire la capacità di spesa dell’uomo. La NaspI nasce per sostenere chi perde involontariamente il proprio posto di lavoro e si trova senza un reddito da lavoro. Proprio per questo la normativa impone al beneficiario di comunicare l’avvio di un’attività autonoma, con conseguenze sul mantenimento dell’indennità. In questo caso, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, quella comunicazione non sarebbe mai stata effettuata. Il risultato è un caso che solleva interrogativi inevitabili sull’utilizzo delle risorse destinate a chi si trova realmente in difficoltà: mentre l’indennità continuava a essere incassata, l’attività imprenditoriale avrebbe prodotto ricavi per una cifra dieci volte superiore. Al termine degli accertamenti è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria. Gli elementi raccolti sono stati inoltre trasmessi all’INPS, che dovrà procedere alle verifiche di propria competenza e al recupero delle somme che dovessero risultare indebitamente percepite. L’indagine rientra nell’attività della Guardia di Finanza contro le frodi ai danni della spesa pubblica.

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