Piazza San Francesco: "Così maggior decoro. Ok il percorso avviato"

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Immagine: La Nazione Firenze
Una piazza da attraversare senza paura, dove i bambini possano muoversi liberamente e la bellezza degli edifici torni a essere protagonista. Piazza San Francesco, nel dibattito sulla futura pedonalizzazione annunciata dall’amministrazione, divide tra contrari e sostenitori convinti. Se Confcommercio ha espresso perplessità e chiesto di essere coinvolta nel percorso di discussione, a fare da contraltare arrivano due voci che il centro storico lo vivono ogni giorno: Francesco Marchese, curatore del complesso di San Francesco, e Kevin Murphy, direttore della New Haven. Due residenti, due esperienze diverse, un punto di partenza comune: ripensare lo spazio pubblico, restituendolo alle persone. "Una miopia incredibile voler perseguire una strada vecchia che non prospetta nessuno sbocco per il centro se non quello che vediamo tutti i giorni", esordisce Marchese. Per il curatore, mantenere la piazza nella sua attuale configurazione significa rinunciare a una possibilità di cambiamento. "Il centro è abitato da problemi, ma i problemi si risolvono gestendoli. Renderlo più centro e meno parcheggio forse sarebbe utile". Il tema, per lui, non è soltanto estetico, ma riguarda soprattutto la sicurezza e la qualità della vita. "Se esco con i bambini non devo aver paura che passi una macchina o un autobus di grandi dimensioni". Marchese vive in centro da 14 anni e non ritiene che la riduzione dei parcheggi sia la causa delle difficoltà del cuore storico cittadino. "Non mi pare che sia questo il problema del centro. La toppa non è una soluzione: non è elegante né adatta a una città". A suo giudizio, la presenza delle auto penalizza anche la valorizzazione del patrimonio architettonico. "Sarebbe importante valorizzare una piazza con degli edifici così belli, lasciarla a parcheggio non ha molto senso". Il curatore richiama anche quanto accade in altre città toscane e non solo. "Il problema dei parcheggi è all’ordine del giorno, possiamo aumentare la mobilità sostenibile e l’utilizzo dei mezzi pubblici. Ci sono migliaia di posti in piazza del Mercato Nuovo o al Serraglio: perché bisogna per forza arrivare in pieno centro? -dice -. Quando nacque l’idea di piazza delle Carceri, fu osteggiata da tutti, poi è stata esaltata. Bisogna ripensare il centro come hanno fatto città più mature". Sulla stessa linea Kevin Murphy, direttore della New Haven e anche lui residente nel centro storico, che guarda con favore all’ipotesi di riqualificazione, pur richiamando l’attenzione sulle necessità di chi lavora e abita nella zona. "Bisogna garantire un accesso adeguato. Ma vedrei positivamente una piazza senza parcheggi e più spazio per le persone". Per Murphy, la presenza della chiesa e dell’ex convento rende San Francesco meritevole di una considerazione diversa. "È una piazza molto bella, che potrebbe diventare più vivibile e accogliente. Quando gli studenti americani o i turisti arrivano in piazza Duomo o alle Carceri, si trovano davanti luoghi bellissimi, che sono un punto di forza della città". La prospettiva, aggiunge, è anche quella di chi arriva da fuori e scopre il centro a piedi. "I giovani americani una delle cose che amano di più è proprio potersi muovere a piedi. Rimangono stupiti dalla bellezza del concetto di un centro in cui ci si può spostare senza automobile". Una trasformazione che Murphy considera capace di rendere la piazza "più sicura e piacevole". E conclude: "Capisco il problema dei parcheggi, ma ogni volta che si pensa una decisione così radicale, in un luogo dove le auto ci sono da sempre, capisco che sia uno choc, ma poi il risultato è migliore". Silvia Bini

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