Parco della Cittadella. Il nostro gioiello storico avvolto da reti arancioni. Bagni luridi e vandalizzati
Rami spezzati, a terra o appesi come spade di Damocle sulla testa dei passanti; edifici diroccati; bagni devastati e luridi; assenza totale di un punto ristoro che doveva essere inaugurato nel 2020; una degradante combinazione di reti arancioni in plastica e aste di ferro arrugginito che circondano le mura storiche: il Parco della Cittadella versa in uno stato indegno. E pensare che si chiama Cittadella perché al suo interno c’è una fortezza monumentale, voluta nel Cinquecento da Papa Clemente VII per consolidare il potere temporale della Chiesa e progettata dal celebre architetto militare Antonio da Sangallo il Giovane. Ebbene, le mura di questo bene storico e architettonico di inestimabile valore sono avvolte da inguardabili reti arancioni: è questo il modo di presentare uno dei gioielli storici e ambientali della futura Capitale italiana della cultura?
Per capirci: i lavori per costruire la fortezza iniziarono nel 1532 e vennero successivamente portati avanti da altri maestri illustri come Francesco Paciotto e Pellegrino Pellegrini, concludendosi verso la fine del secolo. Stiamo parlando di un capolavoro dell‘architettura militare rinascimentale tout court. La tutela di questo patrimonio storico è messa a rischio anche dalla mancata manutenzione del verde: le antiche mura, infatti, sono inghiottite dalla vegetazione. Questa incuria comporta, inoltre, pericoli per la sicurezza delle persone e la tutela del patrimonio botanico. I rami secchi o quelli già spezzati ma rimasti incastrati tra le fronde ("rami impiccati", in gergo arboricolo) possono staccarsi improvvisamente, in qualsiasi momento, specialmente in presenza di vento o leggere raffiche. Essi costituiscono un pericolo imprevedibile per chi passeggia, fa jogging, porta a spasso i cani o frequenta le aree giochi, quindi per i bambini. I rami secchi o morti lasciati sulle piante sono una via d’accesso privilegiata per funghi parassiti, carie del legno e insetti xilofagi, che si nutrono di legno: un albero non potato, quindi, rischia di ammalarsi interamente e di contagiare gli esemplari sani vicini.
Come se non bastasse, infine, l’incuria genera un effetto psicologico di abbandono. Un parco, come quello della Cittadella, con reti da eterni lavori in corso, sterpaglie non tagliate e rami pericolanti viene percepito come un luogo semi-abbandonato, allontanando i cittadini che vorrebbero viverlo serenamente e favorendo l’inciviltà, come quella che si registra all’interno dei bagni. Le scritte sui muri, l’assenza di sapone o prodotti per l’igiene al loro interno rendono i servizi sanitari della Cittadella non solo respingenti ma anche igienicamente pericolosi, in quanto ricettacolo di germi, batteri e virus.
Cosa ne dicono le altre testate
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25 settembre 2026, 05:00Leggi notizia