Pan Gongsheng: la Cina adotta una nuova normalità con ritmi di credito più lenti e qualità superiore

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Immagine: Money.it
Pan Gongsheng, a capo della People's Bank of China (PBOC) dal luglio 2023, ha delineato una nuova strategia per la crescita del credito in Cina, evidenziando che mantenere i ritmi di prestito del passato non è né possibile né necessario. In un saggio pubblicato il 16 settembre 2026 sulla rivista teorica del Partito comunista cinese, Pan ha sottolineato che un rallentamento della crescita del credito, accompagnato da una migliore qualità, potrebbe rappresentare la "nuova normalità" per l'economia cinese. Ha inoltre indicato un orientamento verso una politica monetaria che privilegia la regolazione basata sui tassi di interesse piuttosto che obiettivi quantitativi di prestito. I dati citati nel saggio mostrano un saldo prestiti superiore a 280.000 miliardi di yuan e un calo di oltre 2.000 miliardi di yuan nei prestiti immobiliari tra il 2025 e la prima metà del 2026. Nel rapporto ufficiale della PBOC di agosto 2026 si evidenzia una crescita annua dei prestiti in yuan del 4,9%, con un aumento dei nuovi prestiti di 10.440 miliardi di yuan nei primi otto mesi dell'anno. Per la prima volta, obbligazioni e azioni hanno rappresentato oltre il 50% dell'incremento del finanziamento aggregato, superando i nuovi prestiti bancari. Questa svolta segnala una riduzione dello stimolo creditizio tradizionale da parte della Cina, con possibili ripercussioni sui mercati globali, in particolare per le imprese europee che dipendono dalla domanda cinese di materie prime e beni industriali. La gestione più disciplinata del renminbi e la strategia di accumulo di riserve auree influenzano inoltre il posizionamento valutario internazionale. Tuttavia, resta da vedere come questa "nuova normalità" del credito resisterà a eventuali shock esterni, come nuovi dazi statunitensi o un peggioramento del settore immobiliare cinese, che potrebbe mettere sotto pressione il sistema bancario locale.

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Tag: Cina, Pan Gongsheng, People's Bank of China, Partito comunista cinese, renminbi