Otranto, polemiche e spy story: si dimette il direttivo della Lega Navale
Mare mosso, molto mosso, anzi in burrasca per la sezione della Lega navale Italiana di Otranto che in un sol colpo perde il presidente e l’intero direttivo a seguito delle dimissioni, unanimi, di tutti i consiglieri. È l’epilogo di una situazione di tensioni trasversali e di reciproca sfiducia di cui si aveva avuto un primo eclatante segnale a metà dello scorso giugno, quando nei locali della sede era stata scoperta una microspia. In quell’occasione fu lo stesso presidente a sporgere denuncia al commissariato di polizia. L’autore non è mai stato individuato, anche se a quanto pare nessuna serratura risultò forzata e in pochi sarebbero stati in possesso delle chiavi del locale. Ma ora bollirebbe in pentola anche altro e riguarderebbe la gestione del personale, dei servizi, delle manutenzioni. Sarebbero stati questi gli argomenti discussi nella seduta di consiglio del 22 settembre scorso, di cui il presidente Paolo Forgione, generale di Brigata aerea in pensione, ha discusso con i consiglieri in teleconferenza, poiché residente in Tunisia, dove vive parte dell’anno. Una presidenza “smart” a distanza che forse non ha agevolato i rapporti nel gruppo dirigente e che avrebbe fatto della sezione - sussurra qualche critico - «nave senza nocchiero in gran tempesta». Tempesta che ora solo la presidenza nazionale della Lega navale italiana potrà placare indicendo nuove elezioni a breve o nominando un commissario. Ma intanto resta l’asprezza dei rapporti che si legge tra le righe degli atti relativi all’ultima riunione del direttivo in cui i consiglieri lamentano iniziative personali del presidente delle quali non sono stati informati, investigazioni sulle loro interlocuzioni con il personale, lavori di manutenzione (che sarebbero costati decine di migliaia di euro) mal eseguiti. A loro il presidente Forgione ha risposto chiarendo che in termini di statuto la gestione è di sua competenza, essendo il legale rappresentante del sodalizio, e ha rivolto un «invito formale a tutti i consiglieri a rientrare con immediatezza e senso di responsabilità nell’ambito delle strette competenze istituzionali e indirizzi programmatici fissati dal Regolamento allo Statuto assicurando la propria leale collaborazione per il proseguimento esclusivo dei fini sociali». «Augurandomi - il suo auspicio - che questo mio scritto abbia delineato il perimetro delle rispettive prerogative, invito formalmente ciascuno degli otto consiglieri firmatari della nota il cui contenuto risulta non conforme allo Statuto ed al Ccnl applicato ai dipendenti della Sezione. Invito a provvedere entro 7 giorni dalla presente. In difetto, mi riservo di sottoporre la vicenda alle valutazioni degli organi preposti, per la valutazione di eventuali provvedimenti di competenza». Per tutta risposta, i consiglieri Francesco Caggese, Alberto Mangiacavallo, Federica Filoni, Massimo Andreano, Nicola Ricciardi, Nicola Grecolini, Gabriele De Pascalis e Luigi De Iacob non hanno atteso sette giorni e così come tutti insieme avevano firmato la lettera sgradita al predente, insieme, a stretto giro, si sono dimessi, indirettamente confermando le censure mosse al presidente e, di fatto, segnando la fine della gestione Forgione. La Lega navale di Otranto è una delle sezioni col maggior numero di soci e dispone di pontili per oltre 300 posti barca.
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Gazzetta del Mezzogiorno Otranto, polemiche e spy story: si dimette il direttivo della Lega Navale
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25 settembre 2026, 06:05Leggi notizia