L’ultimo saluto a Matteo: "Mi hai insegnato a volare"
"Mi hai insegnato a volare, ora tu sei volato via…": il saluto commovente di un’amica chiude la cerimonia con l’addio a Matteo Raffaelli, 30 anni strappati via da un brutto male all’amore dei familiari. Un saluto, celebrato da don Andrea Ghiselli con don Emanuele, semplice, in silenzio, una pace assordante come il dolore immenso. Lavorava all’Av Service di Montramito e lo ha fatto fino alla fine.
Nel borgo di Pontemazzori, in via Grotte, Sandra e Dante, i genitori, con la nonna Carla, zii e cugini stanno in piedi attoniti davanti alla bara chiara di Matteo, con una dignità disarmante. Gli amici sono tantissimi, i compagni di sport, nel giardino che diventa un altare di commiato: si piange in silenzio, si prega. Il Vangelo di Luca e il breve rito funebre coinvolge i presenti, la piccola foto in bianco e nero di Matteo è sul tavolo, con il libro per lasciare una frase di affetto.
Un ragazzo solare e generoso, un applauso al ‘grande Matteo’, i fiori bianchi, e la bara torna nella casa dove è cresciuto, vicino al campo da calcio davanti alla chiesa. Si invoca la fede, un mondo altrove, dove il ragazzo potrà ancora mostrare la sua umiltà. L’intero paese si stringe attorno alla famiglia, in un abbraccio potente. Le offerte raccolte andranno all’ospedale di Careggi per lottare contro le leucemie.
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25 settembre 2026, 04:32Leggi notizia