L’Italia è un Paese di destra? Io credo che sia più un Paese di disperati: la sinistra riparta da qui

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di Leone Bulgari L’Italia è un paese di destra? Guardandosi intorno verrebbe da dire di sì, senza alcuna esitazione. Infatti, il governo Meloni è diventato il più longevo della storia dell’Italia repubblicana e non. Nel frattempo, Futuro Nazionale, il partito del fu Generale Vannacci, sta vivendo una crescita esponenziale e inarrestabile. Lo sanno tutti. Due durissimi colpi da digerire per gli intellettuali “de sinistra” che, infatti, incapaci di accogliere sportivamente la batosta e per non ammettere le loro responsabilità, si aggrappano all’imperativo categorico “l’Italia è un paese di destra”. Per dimostrare ciò, riesumano le spoglie della dittatura fascista, ricordandone il consenso quasi totale e utilizzandolo, come solo loro sanno fare, per rilanciare all’esaurimento l’allarme del suo ritorno. Così sembra essere già tutto scritto. L’Italia è un paese di destra, con tendenze tra l’altro fascistoidi e la colpa è degli elettori, stupidi e ignoranti, non certo della politica e dei suoi rappresentanti. Ebbene la realtà è un’altra. No, l’Italia non è un paese di destra, è innanzitutto un paese di disperati, diviso tra creduloni e rassegnati. Tra chi è alla ricerca di un legionario che gli risolva magicamente tutti i problemi e chi, invece, a tutto questo non crede più. Ed è proprio il bacino dei rassegnati e dei disillusi che incrementa in modo preoccupante il suo numero, diventando stabilmente il partito più popolare del paese. Oggi i cittadini che scelgono di astenersi sono circa il 50%, di cui il 20% per totale disinteresse e il 30% per propria decisione. Perché mai dovrebbero rimanere a casa se fossero di destra? Da quella parte c’è l’imbarazzo della scelta: dalla premier banderuola Meloni, al Generale dallo slip di ferro Vannacci, fino al bamboccione milanese Salvini, per non parlare dell’ecumenico e impacciato Tajani. Certo, solo a pronunciare questi nomi verrebbe voglia di tagliarsi la lingua, per non dire altro. Eppure sono pieni di voti e in perfetta (quasi) forma. Nonostante gli insuccessi che conosciamo tutti, mantengono costante il numero di elettori fedelissimi, al massimo soffiandoseli gli uni agli altri, come dimostrano gli ultimi sondaggi. Allora non dico che tutti gli astensionisti siano di sinistra, ma certamente non sono di destra o quantomeno non di questa destra. Dunque l’opposizione, invece di consolidare il fedele elettorato che già ha, integrando con zelo estremo tutte le nullità dal centro, dovrebbe mirare ad allargarlo, riabbracciando finalmente la radicalità, come la destra ha fatto con l’estremismo. Mettendosi finalmente in testa che è questo l’unico modo per batterli. Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. L'articolo L’Italia è un Paese di destra? Io credo che sia più un Paese di disperati: la sinistra riparta da qui proviene da Il Fatto Quotidiano.

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