L’esercito dei somministrati: "Precari da oltre dieci anni. Ora la causa è in Europa"
di Andrea Gianni
MILANO
Condannati al "precariato perenne", in alcuni casi impiegati per oltre 10 anni dalla stessa azienda con un contratto in somministrazione tramite agenzia, in attesa dell’agognata assunzione diretta che non arriva mai. Le distorsioni del sistema erano finite sotto i riflettori nell’ottobre del 2025, quando l’operaia Rosaria Ferro era stata licenziata da un’azienda di Rescaldina una volta rientrata al lavoro dopo una delicata operazione per un tumore al seno. Si trovava lì da quattro anni con un contratto di staff leasing, “ceduta“ dall’agenzia, e per questo trattata come "una lavoratrice usa e getta". La Nidil-Cgil, che la assiste, ha presentato un ricorso al Tribunale del Lavoro di Milano, non ancora arrivato a sentenza, su un caso che è solo la punta dell’iceberg. L’11% degli avviamenti al lavoro avviene ormai tramite contratti di somministrazione di tre tipi: a termine, a tempo indeterminato con l’agenzia con missione a scadenza presso l’utilizzatore e di staff leasing, con missione senza scadenza.
In Italia ogni mese sono in media circa 500mila i somministrati, di cui quasi 150 mila assunti a tempo indeterminato dalle agenzie per il lavoro e oltre 350mila a tempo determinato. Un terzo, circa 150mila, sono in Lombardia. Restringendo lo sguardo alla Città metropolitana e alla provincia di Monza sono oltre 74mila, impiegati nei settori più disparati e spesso per tempi brevissimi. Sul totale dei contratti attivati nel 2024 il 57% aveva una durata da 1 a 30 giorni, il 18,9% aveva una durata da 31 a 90 giorni: circa il 32% dei contratti attivati hanno avuto una durata inferiore ai 4 giorni. "I contratti di somministrazione che erano nati nel ’97 con la legge Biagi del 2003 si sono estesi a tutte le tipologie lavorative tanto che oggi anche le badanti possono essere assunte in somministrazione – spiega Giorgio Ortolani, coordinatore Nidil-Cgil Ticino Olona –. Il contratto di somministrazione, che è pur sempre il migliore rispetto a inquadramenti come partita Iva o CoCoCo, rimane un contratto precario che non offre certezze ai lavoratori. La nostra battaglia ha l’obiettivo di ottenere la stabilizzazione del maggior numero possibile di somministrati, con assunzione diretta da parte delle aziende".
Numerose sentenze, anche del Tribunale di Milano, hanno accolto i ricorsi del sindacato. Ieri si è aperto il procedimento davanti alla Corte di giustizia dell’Unione Europea che dovrà valutare se il contratto di somministrazione a tempo indeterminato/staff leasing sia elusivo o meno della direttiva europea che pone limiti all’utilizzo del personale somministrato da parte dell’azienda utilizzatrice. "Quasi tutte le agenzie di somministrazione così come molte delle aziende medio grandi che utilizzano personale somministrato hanno la certificazione etica – prosegue Ortolani – eppure ad oggi continuano a ignorare quelle che sono le direttive europee in materia e le sentenze". Tra le aziende che il sindacato mette sotto i riflettori per l’utilizzo di somministrati sul lungo periodo il pastificio Rana a Gaggiano, il salumificio Citterio a Santo Stefano Ticino, Fiorentini a Rosate. Intanto il Governo con il Decreto lavoro ha aumentato il periodo di precarietà, perché un lavoratore somministrato potrà essere chiamato a svolgere nello stesso utilizzatore 24 mesi a tempo determinato più 36 mesi a tempo indeterminato in missione a scadenza "ovvero 5 anni di precarietà senza alcuna garanzia di stabilizzazione".
Cosa ne dicono le altre testate
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Il Giorno Milano L’esercito dei somministrati: "Precari da oltre dieci anni. Ora la causa è in Europa"
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25 settembre 2026, 04:44Leggi notizia