La passione di Marco va in rete: "Così creo squadre e giocatori"
Oltre dieci anni nel mondo del calcio: non soltanto come appassionato e addetto ai lavori. Ma anche a ’trasformare’ giocatori, squadre e tattiche in uno dei videogiochi più conosciuti al mondo. Marco Rossi, giornalista di Teleromagna, dal 2015 collabora come editor con Electronic Arts, la casa statunitense che firma EA Sports FC, erede della celebre saga di videogiochi di calcio Fifa. Un incarico tanto particolare quanto prestigioso: Marco segue Cesena, Modena e Arezzo, occupandosi della creazione dei calciatori, dell’aggiornamento dei dati fisici e tecnici, delle tattiche e persino dei movimenti di mercato. Un lavoro dietro le quinte che lo ha portato a fine agosto anche a Colonia, nel cuore europeo del colosso dei videogiochi, in occasione della Gamescom.
Come è iniziata l’avventura con EA Sports? "Mi è arrivata una mail che pensavo fosse uno scherzo. Sostanzialmente, mi veniva chiesta una collaborazione per seguire il Cesena. È stato tutto inaspettato".
In cosa consiste il lavoro? "Nei primi mesi mi dedicavo al lavoro di osservatore, controllando che tutto fosse a posto. Dopo un periodo iniziale, il mio compito era di riportare quello che si vedeva nella realtà dentro al gioco. Studiare i calciatori nella realtà e poi riprodurli il più fedelmente possibile nel gioco".
Qual è l’aspetto più difficile del lavoro? "L’aggiornamento dei calciatori è l’aspetto più complicato. Come tiene le maniche della maglia, i calzettoni, l’acconciatura. La parte visiva è quella più difficile da curare, specie per i giocatori nuovi che devono essere creati da zero. Per Druiventak, ad esempio, esisteva già il personaggio, ma non era completo, perché non era molto conosciuto. In quel caso, i parametri fisici sono i più ostici da compilare O un altro esempio che mi viene in mente è quello di Bertaccini che indosserà il caschetto protettivo nel gioco. A memoria l’ultimo giocatore era stato Peter Cech, portiere dell’Arsenal".
Quanto tempo le richiede seguire una squadra? "Mi aiuto guardando le sintesi delle partite o quando sono allo stadio per lavoro. Quest’anno che ho anche l’Arezzo e il Modena oltre al Cesena: quando giocheranno contro i bianocneri dovrò segnarmi le peculiarità di ogni giocatore".
Che effetto le fa sapere che il Cesena è rappresentato nel gioco grazie al suo lavoro? "Nel 1999 giocavo a FIFA 99 con la Nintendo 64 e già allora era il gioco che tutti sognavano. Mi rende molto orgoglioso se penso che anni fa giocavo a un gioco per il quale attualmente collaboro".
Quanto è importante il confronto con calciatori e addetti ai lavori? "Per il modello degli scarpini, ad esempio, o per i dati fisici mi confronto con i calciatori. Con alcuni di loro ho un buon rapporto che si è sviluppato negli anni grazie a questo lavoro".
Cosa rappresenta per lei aver coniugato lavoro e passione? "Essendo nato tutto per caso, è ancora più bello. Negli anni ho giocato sempre meno al gioco per impegni lavorativi, ma si tratta pur sempre di una bella esperienza".
Qual è stata l’esperienza più gratificante fino ad ora? "Senza dubbio la visita a fine agosto alla sede di Colonia. Ho incontrato altri creator dalla Germania, dall’Inghilterra e dalla Francia. È stato un bel momento conviviale quello vissuto in Germania.
Gabriel Vincenzi
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25 settembre 2026, 04:54Leggi notizia