La Chiesa vende l’area. In arrivo sei palazzine, uffici e posti auto. Scoppia la bufera

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
di Jacopo Domenichini La diocesi di Reggio Emilia e Guastalla ha venduto a Ccfs Immobiliare i 49.400 metri quadrati di sua proprietà nell’area di via Francia, di fronte al centro commerciale Le Querce. Sul terreno ceduto il piano prevede sei palazzine, tra cui cinque edifici residenziali per 20 appartamenti. L’intervento complessivo, che comprende anche i terreni di altri proprietari, prevede 87 appartamenti, spazi per commercio e uffici e 250 posti auto. Il progetto risale al piano regolatore del 2001 ed è stato approvato nel 2014. Trattandosi di un piano particolareggiato con scadenza fissata al 7 aprile 2028, l’avvio dei cantieri è previsto entro i prossimi 18 mesi. Nel 2021 oltre cento persone, tra cittadini, associazioni ambientaliste, sacerdoti e realtà del mondo cattolico, chiesero alla Diocesi di rinunciare all’intervento. L’allora vescovo Massimo Camisasca dichiarò "che non era sua intenzione costruire". Un’interpellanza presentata in Consiglio comunale da Dario De Lucia e Fabiana Montanari chiarì però che la Diocesi non aveva rinunciato ai diritti edificatori. "Mi opposi a questo progetto fin dal 2021. Con Fabiana Montanari portammo la questione in Consiglio comunale proprio perché la dichiarazione del vescovo Camisasca non era stata accompagnata dalla rinuncia ai diritti di costruire", afferma Dario De Lucia, consigliere comunale di Coalizione Civica. "La vendita conferma che quell’intenzione non è diventata un impegno capace di preservare l’area. Dopo la vicenda del Bosco di Ospizio, è un altro pezzo di verde cittadino esposto alla pressione edilizia. E arriva in una città dove nel 2025 il Consiglio ha accolto dodici proposte urbanistiche che, se attuate, impegnerebbero 9,7 ettari di territorio: quasi quattordici campi da calcio. È nuovo consumo di suolo di cui Reggio non aveva bisogno". "La Laudato si’ del fu papa Francesco richiama tutti alla cura della casa comune. È un principio che deve tradursi anche nelle scelte sul territorio", dichiara Fabrizio Aguzzoli, consigliere comunale di Coalizione Civica. "Rispettiamo le ragioni economiche della Diocesi e degli altri proprietari, ma chiediamo a tutti i soggetti coinvolti una responsabilità verso la città. Il Comune convochi la nuova proprietà e gli altri titolari del piano per verificare se sia possibile ridurre l’intervento e conservare il più possibile il suolo permeabile e il verde. Le alternative vanno valutate adesso, prima che partano i cantieri". Anche Giuliano Gualandri per Rec interviene in merito al grido di "Pecunia non olet". E chiosa: "Ora che la sensibilità ambientale è aumentata per non sporcarsi le mani si vende tutto, ma con i diritti sopra". Dalla diocesi si limitano a sottolineare che il preliminare di vendita di quell’area risale al 2022 e che la vendita (poiché l’area non corrispondeva al ‘core business’ della Chiesa locale) è stata effettuata nel febbraio 2024.

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