Incubo metrotranvia. Ancora un mese per avere risposte

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Immagine: Il Giorno Milano
Poco esaltante l’incontro di mercoledì per definire il futuro della metrotranvia Milano-Seregno, i sindaci ripongono tutte le attese nel prossimo appuntamento del 28 ottobre. Oggi nessuna polemica, ma c’è da star certi che la prossima volta non usciranno dalla sede della Città Metropolitana di Milano senza dire nulla. O, meglio, di sicuro avranno molto da dire ai cittadini per una situazione che non riescono più a tollerare. La spiegazione di quanto è stato detto nell’incontro di mercoledì, secondo quanto annunciato, doveva avvenire con un comunicato congiunto, condiviso da tutti gli enti coinvolti. I tempi della politica, si sa, talvolta sono però ancora più lunghi di quelli della burocrazia: fino a ieri sera non era stato diffuso niente. Del resto, visto com’è andata, c’è anche ben poco da dire: nessuna prospettiva per la ripresa dei lavori, se non in forma molto ridimensionata, ma neanche spiegazioni su cosa si intende fare per risolvere le criticità attuali. Pare non ci siano stati nemmeno riscontri alle richieste del Comune di Desio che, oltre a chiedere la convocazione dell’incontro, aveva avanzato una serie di richieste ben precise. Tra queste, per fare piena luce sulla vicenda metrotranvia, anche il dettaglio dei pagamenti già effettuati. Alberto Rossi, sindaco di Seregno, al momento ha ben poco da aggiungere sulla riqualificazione della metrotranvia: "Dichiarazioni rilevanti attese dai cittadini sono quelle legate alla riapertura dei cantieri – afferma -, non altro. Dunque l’unica cosa che posso dire è che sono speranzoso che al prossimo incontro già fissato, tra circa un mese, ci sia la possibilità di dare notizie in merito. Così come auspichiamo tutti che, dopo il prezioso sostegno di Regione Lombardia, anche dal ministero possano giungere notizie positive per sbloccare l’opera". Un ottimismo invidiabile dopo che, a più riprese, il ministero ha già detto no allo stanziamento di ulteriori fondi. Anzi, il rischio è quello che le somme già stanziate vengano addirittura dirottate altrove, a livello nazionale, su infrastrutture considerate strategiche. Non ci sarebbe da stupirsi: così sono arrivati i soldi a Monza per la metroopolitana, togliendoli da opere ferme al palo. Il 28 ottobre è atteso da tutti con apprensione. Se è vero che in politica non c’è nulla di certo, quindi anche un miracolo è possibile, bisogna tuttavia fare i conti con la realtà brianzola. Fatta di concretezza, lavoro e scadenze. La metrotranvia Milano-Seregno più passa il tempo più è considerata problema dai cittadini e dalle imprese invece di opportunità. Gualfrido Galimberti

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    25 settembre 2026, 05:12
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