Il San Carlo va veloce: accesso più semplice, attese ridotte ed esiti in tempi record

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Immagine: Il Giorno Milano
Milano, 24 settembre 2026 – C’è l’innovazione più cinematografica del laboratorio di Patologia clinica al settore Q, dove il CoreLab da luglio ha concentrato un pezzo importante delle attività diagnostiche dell’ospedale in un’area ad altissima automazione, in grado di gestire circa 2,4 milioni di esami di chimica clinica e immunochimica, ematologia, coagulazione ed emogasanalisi, restituendo i risultati di quelli urgenti in meno di un’ora anche grazie a tecnologie di intelligenza artificiale che consentono di tracciare il percorso del campione aumentandone la sicurezza e la rapidità. E c’è l’innovazione impalpabile, quella che si percepisce prima ancora di capire cos’è: cambiamenti minimi ma sorprendentemente incisivi come la segnaletica nuova che te lo fa trovare facilmente sin dall’atrio, il settore Q come gli altri del monoblocco dell’ospedale San Carlo. La riqualificazione Il restyling di spazi e percorsi ha introdotto un’area di auto-accettazione con i totem, liberando gli sportelli del Cup per le prenotazioni, e proseguirà anche all’esterno, ad esempio con uno spazio per il ritiro dei referti senza bisogno di entrare in ospedale. Intanto, tra le già acquisite “tappe concrete del percorso di rinnovamento della nostra Asst”, dice Simona Giroldi, la direttrice dell’azienda socio-sanitaria territoriale Santi Paolo e Carlo che le ha inaugurate ieri con l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, c’è la nuova Uonpia, ossia “Unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza”. In un pezzo di San Carlo che sembra un po’ meno un ospedale - le palazzine con ingresso da via Venegoni - sono state unificate dall’inizio di questo mese le Uonpia di via Val d’Intelvi (che occupava in affitto locali non di proprietà dell’ospedale) e di via Remo La Valle, dove rimane, invece, un centro diurno, sottolinea il direttore sociosanitario dell’Asst Dario Laquintana. La condivisione Unificate, chiarisce Alessandro Albizzati, che dirige i poli territoriali della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Asst (quindi anche del San Paolo, oltre che del Borromeo), significa comunque che “la presa in carico rimane assolutamente compartimentata su base territoriale”, cioè i bambini e i ragazzi del Municipio 6 restano in carico “ai medici, ai terapisti, alla programmazione territoriale del Tribunale dei minori” che avevano in via Remo La Valle e idem i pazienti del Municipio 7, seguiti dagli specialisti di via Val d’Intelvi. La concentrazione alla palazzina 3 (che la dg Giroldi progetta di allargare, all’esterno con un giardino e all’interno per includere altri servizi di Npia e il Saga, che si occupa di adolescenti in gravidanza, al momento basati al quinto piano del monoblocco) permette però alle due Uonpia di condividere – oltre agli spazi compreso uno studio con specchio “all’americana” su un ambulatorio dal quale vedere non visti e ascoltare cosa accade di là, non solo durante le audizioni protette ma anche per insegnare ai genitori a gestire alcune situazioni osservando come si muovono gli operatori con i figli –, soprattutto il personale più difficile da trovare, come gli educatori. La velocità “In certi momenti ci sono più possibilità da una parte rispetto all’altra, ci avvantaggeremo di questa flessibilità per le terapie, soprattutto riabilitative – spiega il dottor Albizzati – per andare incontro alla richiesta imponente che abbiamo: 2.400 pazienti in carico sulle due Uonpia e mille-milleduecento prime visite all’anno, poi c’è la lista d’attesa”. L’accesso è diretto (cioè non serve la prescrizione) e c’è un triage che prevede di visitare un codice rosso (come un ragazzino che ha tentato il suicidio) entro qualche giorno, ma la Uonpia si occupa anche di disturbi del comportamento alimentare, Adhd, autismo e altri disturbi del neurosviluppo, “quelli per cui la lista d’attesa è più pressante”. Oltre ai disturbi neuropsichiatrici, cuore dell’“emergenza vera, silenziosa del disagio giovanile – ricorda l’assessore Bertolaso –. In Lombardia le abbiamo dato la massima priorità, mettendo intorno a un tavolo tutti gli esperti migliori”.   

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