Il ritorno del nucleare. Macrì: "La strada vincente è la sinergia con le rinnovabili"
Dal Parlamento arriva il via libera all’energia nucleare e il tema torna al centro della strategia energetica italiana. Per Estra, questo non significa mettere in secondo piano le rinnovabili, sulle quali la multiutility ha previsto oltre 500 milioni di investimenti nel piano 2025-2029, ma ampliare il campo delle tecnologie da studiare. Tra queste ci sono gli small modular reactor, gli Smr, i piccoli reattori modulari che potrebbero contribuire a garantire energia continua e ridurre la dipendenza dalle fonti esterne.
Presidente Macrì, perché guardare al nucleare? "Perché il nostro compito è capire come garantire energia affidabile e accessibile a famiglie e imprese anche nei prossimi decenni, cercando di ridurre progressivamente la dipendenza da fonti esterne che è la principale causa della volatilità a cui stiamo assistendo. Estra ha un importante pacchetto di investimenti nelle rinnovabili, con oltre 500 milioni nel piano 2025-29: è una scelta che portiamo avanti con convinzione".
Le rinnovabili bastano? "Le rinnovabili sono indispensabili e infatti rappresentano una parte centrale degli investimenti di Estra. Ma sole e vento hanno una produzione variabile: per avere energia disponibile in ogni momento servono anche accumuli, reti, gestione intelligente della domanda e fonti programmabili. Il nucleare potrebbe essere una di queste, nel lungo periodo. Dobbiamo capire quale combinazione possa dare ai cittadini e alle imprese energia sicura, sostenibile e a un costo competitivo".
Cosa c’entra il nucleare con le bollette? "Certamente. Ad esempio, il differenziale di prezzo con la Francia è significativo. Secondo i dati Arera, nel 2025 il prezzo medio finale dell’elettricità per le famiglie è stato di 35,12 centesimi al kWh in Italia, contro 25,46 in Francia. Per i clienti non domestici il confronto è 26,25 contro 17,36 centesimi al kWh. Sono differenze che pesano sui bilanci familiari e sulla capacità delle imprese di competere. Il nucleare ha un ruolo rilevante nella produzione elettrica francese. Non possiamo attribuire a questa sola fonte l’intera differenza di prezzo: contano anche gli altri costi di sistema e le scelte tariffarie. Ma il confronto ci dice che diversificare la produzione e disporre di energia continua a basse emissioni può contribuire, nel tempo, a ridurre la nostra esposizione ai prezzi del gas e a rendere il sistema più competitivo".
Che ruolo avrebbero i piccoli reattori modulari? "La dimensione modulare apre la possibilità di pensare a una produzione più vicina ai grandi poli di consumo e industriali. Naturalmente modulare non significa che un reattore possa essere collocato ovunque. Servono siti idonei, autorizzazioni, sistemi di sicurezza, gestione dei rifiuti e collegamenti alla rete. L’obiettivo deve essere costruire un sistema energetico territoriale più diversificato e robusto, capace di dare maggiore sicurezza a famiglie e imprese".
La sicurezza resta un problema? "Sono domande alle quali si deve rispondere con regole e controlli indipendenti. Le tecnologie più recenti prevedono sistemi di sicurezza evoluti, ma i rischi vanno valutati con rigore. Anche la gestione dei rifiuti deve essere prevista fin dall’inizio. La fiducia delle comunità si costruisce affrontando questi temi con trasparenza".
Cosa può fare Estra negli scenari che si aprono? "Possiamo partire da ciò che compete a una multiutility: analizzare la domanda energetica dei territori, dialogare con università, imprese e istituzioni, studiare le tecnologie e verificare se esistano applicazioni compatibili con il nostro ruolo. Il nostro piano di investimenti nelle rinnovabili ci dà già una direzione chiara. Ma abbiamo anche il dovere di studiare tutte le tecnologie che potranno contribuire alla sicurezza e alla competitività del sistema energetico. Se i piccoli reattori modulari dimostreranno di poter offrire energia sicura e a costi competitivi, le multiutility territoriali dovranno essere pronte a fare la loro parte. È così che possiamo contribuire a una maggiore autonomia energetica e dare nuove opportunità alle comunità e alle imprese che serviamo".
Cosa ne dicono le altre testate
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25 settembre 2026, 05:14Leggi notizia