Il rapinatore sbadato. Perde lo smartphone dopo il colpo: arrestato
Rapinatore incastrato dal cellulare perso durante la fuga. Aveva appena strappato la catenina dal collo di una donna, era scappato a bordo di un Suv di colore scuro ma nella fretta aveva lasciato cadere il telefono per strada. Se n’era accorto poco dopo ed era tornato a cercarlo con un amico. Troppo tardi: lo smartphone era già stato trovato dalla polizia e continuava a squillare, fino a condurre gli investigatori della Squadra volante della polizia sulle tracce del suo proprietario.
È il pasticcio che ha portato all’arresto di un 40enne albanese, con l’accusa di rapina e lesioni, per quanto avvenuto lunedì scorso a Case Bruciate. Ieri mattina si è svolta l’udienza di convalida davanti al gip. L’uomo, difeso d’ufficio dall’avvocato Silvia Pezzolesi, è stato interrogato, ha ammesso il fatto e si è scusato. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari, autorizzandolo però a uscire per andare al lavoro.
Tutto era cominciato all’ora di cena. Una donna di poco più di 60 anni, residente nella zona, era uscita per buttare l’immondizia. L’uomo le si era avvicinato e le aveva strappato la catenina che portava al collo. La donna era caduta a terra riportando lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Impaurita e dolorante, però, era riuscita subito a chiamare il 112 e a raccontare quanto appena accaduto, compreso il fatto di aver visto l’uomo allontanarsi a bordo di un Suv scuro.
Poco prima di salire sull’auto, però, dalle tasche del rapinatore era caduto il cellulare. Quando gli uomini della Volante sono arrivati sulla scena, il telefono ha iniziato a squillare a più non posso. Gli investigatori sono riusciti a risalire all’utenza dalla quale partivano quelle chiamate e contemporaneamente hanno notato un’altra automobile che girava nelle vicinanze. Alla guida c’era proprio la persona che stava telefonando e sul sedile del passeggero era seduto il proprietario dello smartphone. Il conducente è risultato estraneo alla rapina.
Dopo il colpo, infatti, il 40enne era andato in una sala slot e proprio lì si era accorto di avere perso il cellulare. Aveva incontrato un amico e gli aveva chiesto una mano per recuperarlo. I due erano saliti sull’auto dell’amico ed erano tornati verso Case Bruciate. Mentre perlustravano la zona alla ricerca del telefono perduto, lo facevano anche squillare ripetutamente nella speranza di sentirlo suonare. Solo che il cellulare, in quel momento, era nelle mani dei poliziotti.
L’amico è stato ascoltato dagli inquirenti e ha spiegato perché si trovasse lì e perché stesse chiamando quel numero. Non è risultato coinvolto nel colpo. Gli accertamenti hanno poi condotto gli investigatori al Suv utilizzato poco prima dall’indagato e parcheggiato altrove. E all’interno hanno trovato la catenina strappata alla donna. Questo ha permesso di chiudere il cerchio.
Il 40enne è incensurato, lavora come operaio con un contratto a tempo indeterminato e ha una famiglia. La sua vita, fino a quel momento, era stata senza precedenti penali. Nell’ultimo periodo, però, avrebbe alcune difficoltà legate soprattutto alla frequentazione delle sale giochi.
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25 settembre 2026, 05:12Leggi notizia