Il parere di Legambiente: "Transizione energetica sì. Ma non ad ogni costo"
Accelerare sulla transizione energetica, ma con attenzione alla qualità degli investimenti, alla tutela del territorio e anche alla responsabilità dei soggetti coinvolti. È questa la posizione espressa da Legambiente sul progetto agrivoltaico previsto a Ribolla, nel territorio comunale di Roccastrada, che torna al centro del dibattito anche per la struttura societaria riconducibile al gruppo israeliano ’Shikun & Binui’.
Il progetto prevede un impianto da circa 20 megawatt e oltre 36mila moduli fotovoltaici e ha ottenuto dalla Regione Toscana il parere positivo di compatibilità ambientale. Formalmente è promosso da ’Spv Energy 3’, società italiana riconducibile, attraverso la propria catena societaria, al gruppo ’Shikun & Binui’. Proprio la struttura proprietaria ha aperto un ulteriore fronte di discussione.
’Shikun & Binui’, infatti, figura nella banca dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani relativa alle imprese coinvolte in attività connesse agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Un elemento che, secondo Legambiente, "richiede una verifica puntuale degli investimenti e dei rapporti societari".
L’associazione ribadisce intanto il proprio sostegno allo sviluppo delle energie rinnovabili e, in particolare, all’agrivoltaico. "Siamo e restiamo convintamente favorevoli all’agrivoltaico, perché rappresenta una delle opportunità più interessanti per accelerare la decarbonizzazione, sostenere l’agricoltura e rendere i territori più resilienti alla crisi climatica – afferma Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente –. Proprio per questo riteniamo che la crescita delle rinnovabili debba essere accompagnata da criteri di qualità, trasparenza e responsabilità altrettanto forti".
Per Legambiente, infatti, il tema non riguarda soltanto la quantità di energia prodotta. Un progetto agrivoltaico deve essere valutato anche per il rapporto con l’attività agricola, il consumo di suolo, la qualità dell’investimento e la trasparenza della filiera societaria.
L’agrivoltaico può inoltre contribuire ad affrontare alcuni degli effetti della crisi climatica sulle coltivazioni. L’ombreggiamento dei pannelli può ridurre l’evapotraspirazione e lo stress termico, offrendo maggiore protezione alle colture durante periodi di temperature elevate e siccità.
E sul caso di Ribolla interviene anche Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana. "La necessità di accelerare lo sviluppo delle rinnovabili è ormai evidente – sottolinea –. Allo stesso tempo, proprio perché vogliamo una transizione energetica seria e responsabile, è necessario fare chiarezza sulla provenienza degli investimenti e sui soggetti coinvolti".
La richiesta dell’associazione è quindi che i due piani rimangano distinti: da una parte l’urgenza di sviluppare le fonti rinnovabili, dall’altra la verifica delle responsabilità e della struttura degli investimenti.
"Dobbiamo uscire dalla logica del ’sì’ o del ’no’ alle rinnovabili – conclude Gentili –. Dobbiamo valutare i progetti per la loro capacità di produrre energia pulita mantenendo la funzione agricola, tutelando il suolo, rendendo gli agricoltori protagonisti e garantendo benefici ai territori".
Nicola CIuffoletti
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25 settembre 2026, 04:56Leggi notizia