I sindaci contro il nuovo ponte sull’Adda: “Ministro Salvini, venga a vedere l’impatto che avrebbe in quest’area”

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Immagine: Il Giorno Milano
Paderno d’Adda (Lecco) – Una passeggiata lungo la Valle dell’Adda per ammirare di persona la maestosità del ponte San Michele, la sontuosità del Naviglio di Paderno, l’unicità delle chiuse, la bellezza dei Tre Corni, la meraviglia della centrale idroelettrica più antica d’Italia, la bellezza del traghetto di Imbersago. E per comprendere che lì, in mezzo a tanta magnificenza della natura e dell’ingegno umano, non può esserci posto per un nuovo mega ponte.  L’invito dei sindaci al ministro Salvini I sindaci di Paderno d’Adda Gianpaolo Torchio, di Verderio Danilo Villa, di Robbiate Marco Magni e di Imbersago Fabio Vergani, che è anche rappresentante dei colleghi di tutto il Meratese, invitano il ministro alle Infrastrutture e Trasporti e vicepremier Matteo Salvini a visitare i luoghi dove dirigenti di Rfi e politici regionali lombardi vogliono costruire il futuro nuovo ponte San Michele sull’Adda tra Paderno e Calusco, accanto allo storico viadotto di fine Ottocento che era candidato a diventare patrimonio dell’umanità. "È importante vedere dal vivo il contesto” “La invitiamo per una visita in questi luoghi, per poter osservare direttamente il contesto nel quale è prevista la realizzazione della nuova infrastruttura – scrivono i quattro sindaci -. Accanto alle relazioni, alle planimetrie e alla documentazione tecnica, è importante vedere dal vivo il contesto e comprendere concretamente quale impatto una nuova opera di queste dimensioni potrebbe determinare su un punto del paesaggio lombardo e italiano tanto delicato e riconoscibile, ma anche sulla viabilità locale”. "Venga a conoscere il territorio prima che venga assunta una decisione” Paesaggio, storia, cultura, invenzioni, ma anche un luogo dove vivono e lavorano decine di migliaia di persone, di cui il nuovo ponte non tiene conto e che per questo gli amministratori locali non vogliono. “La nostra preoccupazione e contrarietà non riguarda la specifica proposta ma il perimetro entro il quale ai progettisti è stato chiesto di elaborarla – proseguono i sindaci -. Una sua visita le consentirebbe di conoscere direttamente il territorio prima che venga assunta una decisione destinata a modificarlo profondamente e a degradare la vita dei nostri comuni e, soprattutto, di comprendere sul posto le ragioni delle preoccupazioni espresse”.

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