I consigli dell’esperto: "Ecco i cibi a rischio e come evitare il pericolo"

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
Un’emergenza silenziosa ma drammatica che colpisce soprattutto i più piccoli. Gli episodi di soffocamento nella fascia da 0 a 4 anni rappresentano una delle insidie più temibili durante i pasti, richiamando l’attenzione sull’importanza della prevenzione e delle manovre salvavita. A fare il punto è Alessandro Simonini, direttore dell’Anestesia e Rianimazione pediatrica dell’Ospedale Salesi di Ancona: "L’inalazione di un corpo estraneo è una condizione potenzialmente gravissima, perché in caso di ostruzione completa delle vie aeree può determinare in pochissimo tempo una grave carenza di ossigeno e l’arresto cardiaco. In queste situazioni i primi minuti sono decisivi e saper riconoscere ciò che sta accadendo ed eseguire correttamente le manovre di disostruzione può realmente fare la differenza". I cibi più insidiosi sono quelli piccoli, tondi o cilindrici – come "uva, ciliegie, frutta secca, wurstel e carote" –, capaci di adagiarsi lungo le vie respiratorie. "Non si tratta di proibire indiscriminatamente determinati alimenti – spiega il dottor Simonini – ma di prepararli in modo adeguato all’età del bambino, modificandone forma e dimensioni. Un alimento piccolo e tondeggiante può adattarsi molto bene al lume delle vie aeree e comportarsi come un vero e proprio tappo". Oltre a tagliare gli alimenti e a far mangiare il bambino seduto e sorvegliato, è fondamentale la formazione tra genitori, nonni ed educatori. Senza dimenticare che anche dopo un episodio di tosse forte apparentemente risolto occorre grande attenzione, poiché il corpo estraneo potrebbe essersi fermato nei bronchi. "La prevenzione resta il primo strumento – conclude il medico –, ma quando l’incidente accade, riconoscere subito l’ostruzione e sapere cosa fare nei primi minuti può salvare una vita".

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